La Stampa TuttoSoldi 04/06/2007, Francesco Manacorda, 4 giugno 2007
Gli investimenti? Puntate sul compagno di banco. La Stampa TuttoSoldi 4 Giugno 2007. Il vostro fondo d’investimento? Se volete avere qualche probabilità in più di guadagnare bene assicuratevi non solo delle performance passate, ma anche del fatto che i suo gestori abbiano frequentato ottime università e possibilmente siano stati compagni di banco di qualche pezzo grosso del listino, presidente o amministratore delegato
Gli investimenti? Puntate sul compagno di banco. La Stampa TuttoSoldi 4 Giugno 2007. Il vostro fondo d’investimento? Se volete avere qualche probabilità in più di guadagnare bene assicuratevi non solo delle performance passate, ma anche del fatto che i suo gestori abbiano frequentato ottime università e possibilmente siano stati compagni di banco di qualche pezzo grosso del listino, presidente o amministratore delegato. E’ questo il riultato nudo e crudo di uno studio appena apparso negli Stat Uniti a cura di Lauren Cohen, Andrea Frazzini e Christopher Malloy e intitolato "Il piccolo mondo degli investimenti: connessioni nei consigli e rendimenti dei fondi d’investimento". In sintesi, i tre studiosi provano come le cosiddette "reti sociali" che si creano tra individui negli anni dell’istruzione, funzionino anche quando una parte di questi individui diventa attivo nel mondo finanziario. "I gestori - sostiene lo studio - fanno scommesse più grandi sulle società a cui sono connessi attraerso la loro rete di conoscenze e ottengono performance decisamente migliori su queste partecipazioni rispetto a quelle che hanno in aziende a cui non sono connessi" perché chi opera nei fondi e ha buoni contatti nelle aziende possiede un "vantagio informativo" che evidentemente no esita a sfruttare. Addirittura un portafoglio di titoli "connessi" può rendere, dalle simulazioni degli autori, fino all’8,4% in più di un’equivalente selezione di titoli "non connessi". Impossibile sapere se i risultati dello studio si possano ritrovare con altrettanta chiarezza anche nella situazione italiana, sebbene il buon senso lasci propendere decisamente per una risposta positiva. Quel che è certo è che quel "capitalismo relazionale" caratteristico del nostro paese e di cui spesso ci lamentiamo sembra ben radicato anche in sistemi assai differenti dal nostro. Francesco Manacorda