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 2007  giugno 04 Lunedì calendario

Il nostro agente ”monnezza” nelle discariche di New York. La Stampa 4 Giugno 2007. Taglie a molti zeri, delazioni, manette, multe salate e agenti in borghese dotati di armi da fuoco: è questa la ricetta con cui la polizia di New York tenta di sconfiggere il network dei rifiuti illegali lungo la desolata frontiera urbana fra le aree di Queens e Brooklyn

Il nostro agente ”monnezza” nelle discariche di New York. La Stampa 4 Giugno 2007. Taglie a molti zeri, delazioni, manette, multe salate e agenti in borghese dotati di armi da fuoco: è questa la ricetta con cui la polizia di New York tenta di sconfiggere il network dei rifiuti illegali lungo la desolata frontiera urbana fra le aree di Queens e Brooklyn. Siamo nel pieno della stagione della guerra al trash, i rifiuti, che periodicamente riprende alla periferia della Grande Mela. Quando la primavera lascia posto all’estate a New York infatti le discariche illegali si riempiono di rifiuti e a entrare in azione sono i poliziotti dell’apposita squadra speciale anti-trash. Non sono in molti ma possono vantarsi di aver raggiunto risultati importanti, lavorando a ritmi molto elevati. I 35 agenti della task force «Illegal Dumping» (discariche illegali) del Dipartimento della Sanità sono dotati di armi da fuoco, vestono solo in abiti borghese e guidano auto e camioncini civetta con la quotidiana missione di individuare, seguire e arrestare chiunque deponga rifiuti in luoghi non autorizzati. I poliziotti anti-trash operano in maniera non dissimile dai colleghi che danno la caccia a terroristi, grande criminalità e narcotrafficanti: sono telecamere fisse e pattuglie mobili a individuare i veicoli sospetti, che in genere sono dei pick-up con a bordo una vistosa dose di spazzatura. Se è questa la stagione nella quale le discariche illegali crescono a dismisura è poiché coincide con il periodo nel quale le imprese edili lavorano più intensamente, generando tonnellate di scarti di materiali più diversi. Per liberarsene in fretta e senza sostenere spese eccessive si affidano a singoli individui che, in cambio di danaro, raccolgono i rifiuti per lasciarli in posti abbandonati, che spesso si trovano nelle zone orientali più remote della città, lungo il confine che separa Brooklyn da Queens. Ma sono proprio gli ingombranti rifiuti edili che trasportano a tradire gli illegali trasportatori che, una volta individuati, vengono seguiti a distanza e quindi fermati dopo aver fisicamente commesso il reato di posizionare «trash» in luogo pubblico. I verbali della task force raccontano che quando i responsabili vengono colti sul fatto tentano in genere di giustificarsi nei modi più bizzarri, affermando che stanno facendo una cortesia al reverendo di quartiere oppure che sono a loro volta impegnati a togliere rifiuti da altre zone. Ma le scuse servono a poco e le manette scattano puntuali. Chi fa resistenza affronta il rischio di uno scontro a fuoco. Gli agenti della task force anti-rifiuti vanno orgogliosi dei risultati raggiunti: se negli Anni Ottanta venivano sequestrati in media mille veicoli l’anno carichi di trash, il numero è progressivamente diminuito nel tempo scendendo a 464 nel 1995 fino a toccare 201 nel 2006 (anche se con un leggero aumento rispetto al 2005). La diminuzione dei sequestri di veicoli porta-trash coincide con la riduzione della massa dei rifiuti e per agenti come l’ispettore Robert D’Angelo è la conseguenza del sovrapporsi di più elementi. Innanzitutto le multe, diventate molto salate: i titolari dei veicoli si trovano a pagare 1500 dollari mentre chi gli ha consegnato i rifiuti può arrivare a 20 mila, oltre all’arresto e al sequestro del veicolo. Vi sono poi le tecniche d’intervento: la prolungata osservazione del fenomeno da parte della polizia ha portato a rilevare come chi deposita i rifiuta torna quasi sempre negli stessi luoghi e ciò consente da una parte di preparare facilmente gli arresti e dall’altra di ridurre il fenomeno una volta che la discarica illegale viene bonificata e trasformata in terreno da costruzioni. A tale proposito il boom dei condomini che attraversa Brooklyn e Queens ha avuto la sua parte, assegnando all’edilizia molte delle zone dove finora si accumulavano rifiuti. Per il sindaco di New York, Michael Bloomberg, le discariche illegali continuano tuttavia a essere troppe e così ha autorizzato il Dipartimento di Sanità a compiere un passo ulteriore: incoraggiare la delazione contro i responsabili offrendo delle taglie a chi si dimostrerà in grado di collaborare con la giustizia. L’«Illegal Dumping Awar Program» consente a «chi osserva una deposizione illegale di immondizia» di chiamare un apposito numero verde, promettendo «in cambio di informazioni che portino all’arresto dei responsabili» di incassare «fino al 50 per cento del totale delle multe che saranno pagate». Come dire, il premio per la delazione può essere di 10 mila dollari. C’è poi l’«Illegal Dumping Tip Program» che consente di aspirare agli stessi premi economici anche coloro che pur «non osservando di persona» l’atto illegale siano in grado di fornire «informazioni utili» per catturare i responsabili. In entrambi i casi si tratta di leve economiche tese a mobilitare la popolazione, nella convinzione che sono proprio i singoli cittadini a soffrire di più per le conseguenze ambientali dei rifiuti abbandonati a cielo aperto. Maurizio Molinari