La Stampa 04/06/2007, pag.8 Antonio Massari, 4 giugno 2007
Niente soldi? La pantera resta in officina. La Stampa 4 Giugno 2007. Roma. Una volante su quattro è ferma dal meccanico: circa 600 su un totale di 2
Niente soldi? La pantera resta in officina. La Stampa 4 Giugno 2007. Roma. Una volante su quattro è ferma dal meccanico: circa 600 su un totale di 2.500. E, come se non bastasse, per ritirarle dalle officine non ci sono fondi a disposizione. «Purtroppo è così – dice Cosimo Bianchini, segretario del Silp Lazio – le condizioni in cui versa a Roma la Polizia di Stato sono esattamente queste». E anche peggio, se consideriamo che sempre più spesso gli apparati radio non funzionano come dovrebbero. «I poliziotti – continua Bianchini – escono dalle volanti e l’apparato radio a volte non funziona. Risultato: non riescono a comunicare tra loro e con la centrale operativa. Oppure, per farlo, devono spostarsi o utilizzare il telefono cellulare: se continuiamo così - ce lo spieghino - con quali mezzi dobbiamo garantirla sicurezza a Roma?». A dirla tutta, dal 1990 a oggi quella della sicurezza nella capitale è una parabola in netta discesa. Basti raffrontare il numero di volanti e uomini presenti per ogni turno. «Nel Novanta – ricorda Bianchini – uscivano dalle 20 alle 24 auto per ogni turno. Adesso, quando va bene, ne escono solo 12. E se prima per ogni pattuglia c’erano tre agenti, oggi ce ne sono soltanto tre». Della vicenda s’è occupato anche il senatore Franco Turigliatto (ex Rifondazione Comunista) che il 29 maggio ha rivolto ad Amato e Minniti un’interrogazione parlamentare con ulteriori dati. «Secondo fonti Silp-Cgil – scrive Turigliatto – per le riparazioni dei mezzi della Polizia di Stato presso la questura di Roma si è avuto uno sforamento di 800 mila euro nel 2006. Per i primi mesi del 2007 si parla di 2 milioni di euro. Con le ditte riparatrici in attesa dei pagamenti». E ancora: il 13 aprile 2007 è stata fermata la riparazioni dei mezzi, in attesa della copertura economica del passivo e delle future riparazioni per l’anno in corso. Una cifra che s’aggira intorno ai 5 milioni di euro. E mentre le volanti ferme sono 600, continua Turigliatto, si apprende che «nell’autoparco vi sarebbero ben 1.300 vetture destinate ai servizi di scorta per i funzionari del Ministero dell’Interno. Tra questi, molti sarebbero i mezzi nuovi inutilizzati». Una situazione paradossale. Come paradossale è la situazione nel resto d’Italia. In polemica con il Governo, il segretario generale del Silp, Claudio Giardullo, dice: «Il ministro Amato la sua battaglia l’ha fatta. Sono contento che abbia preso atto della situazione. Il problema riguarda il governo nel suo complesso: ha un’idea di sviluppo che sottovaluta sicurezza e legalità. Non ci sono soldi per il personale, siamo in una situazione di allarme, l’organico si sta riducendo. Per la formazione spendiamo un quarto rispetto a tre anni fa. Siamo alla vigilia del declino. In queste condizioni, come si può controllare seriamente il territorio? La prima finanziaria del centrosinistra è stata deludente: la sicurezza sembra una delle tante spese. Passa una linea ragionieristica. E’ necessaria una svolta negli investimenti: chiediamo una quota del "tesoretto", perché la sicurezza interessa tutti i cittadini. Il governo ci risponda con fatti concreti. E finalmente capiremo se il dibattito sulla sicurezza è solo propaganda oppure no». Antonio Massari