Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  giugno 04 Lunedì calendario

Libro in Gocce: Un soprabito. Karol Wojtyla ha sempre vissuto da povero. Anche quando era cardinale per principio non ritirava lo stipendio dalla Curia (del resto simbolico) e le offerte che riceveva dai parroci le destinava ai bisognosi

Libro in Gocce: Un soprabito. Karol Wojtyla ha sempre vissuto da povero. Anche quando era cardinale per principio non ritirava lo stipendio dalla Curia (del resto simbolico) e le offerte che riceveva dai parroci le destinava ai bisognosi. Possedeva un solo soprabito, nero, assai poco consistente, così d’inverno ci metteva sotto un’imbottitura. Appartamento. L’appartamento personale di Giovanni Paolo II in Vaticano consisteva in una camera da letto: diviso da un paravento, c’era lo studiolo con una piccola scrivania e una poltrona. Giornate da Papa. Si alzava alle 5.30 e andava nella cappella per l’adorazione del mattino, le lodi e la meditazione. Alle 7 celebrava la Messa, alla quale erano sempre presenti fedeli o sacerdoti o gruppi di vescovi. Dopo la prima colazione si trasferiva nel suo studio dove scriveva appunti, omelie, tracce di discorsi. Alle 11, salvo il mercoledì quando c’era l’udienza generale, iniziavano le visite private o pubbliche. Alle 13 il pranzo, poi il riposo pomeridiano. Più tardi riceveva i suoi più stretti collaboratori, dopo cena si occupava dei documenti che arrivavano, in una vecchia borsa lisa, dalla Segreteria di Stato. Quindi si recava in cappella per l’ultimo colloquio col Signore, benediceva Roma dalla finestra della sua camera e finalmente andava a dormire. Preghiera. Anche durante le ore di lavoro non smetteva mai di pregare. Non era raro che uno dei segretari, andandolo a cercare, lo trovasse in cappella, disteso a terra, tutto intento nelle sue orazioni. Barszcs e kotlet. In genere in Vaticano si mangiava all’italiana: a pranzo pasta, carne e verdura accompagnati da acqua e un po’ di vino rosso. A cena per lo più una minestrina e del pesce. Wojtyla mangiava poco di tutto ed era goloso di dolci e di caffè (ne prendeva uno al mattino e uno al pomeriggio). Per le grandi festività le quattro suore dell’appartamento, tutte polacche, per primo preparavano il barszcs, una zuppa di barbabietole rosse; per secondo la kotlet, una cotoletta di carne di maiale con patate e verdure; per dolce, torta di papavero o di ricotta. Cimici e agenti segreti. Fin da quando era sacerdote, Wojtyla nelle sue omelie aveva sempre protestato contro il regime comunista che perseguitava i cristiani in Polonia. E continuò a protestare anche da cardinale. Per questo l’intero edificio arcivescovile in via Franciszkanska era tappezzato di microspie. C’erano cimici persino in camera da letto, in sala da pranzo, sotto la stoffa delle pareti. Wojtyla lo sapeva e si divertiva: parlava ad alta voce e diceva quello che voleva si sapesse. Per i colloqui delicati, invece, andava in un boschetto lì vicino. Quando saliva in auto, era sempre seguito dagli agenti dei servizi segreti. Lui li chiamava ”i miei angeli custodi” e ogni volta che usciva li salutava con la mano o addirittura li benediceva. Polonia. Fu il primo Papa a mettere piede in un paese comunista. Era il giugno del 1979, il Cremlino aveva fatto di tutto per impedirgli di tornare in Polonia. Breznev, per giorni e giorni, aveva ripetuto: "Quell’uomo porterà solo guai". E aveva proposto: "Dite al Papa – un uomo saggio – che potrebbe dichiarare pubblicamente di non essere in grado di venire a causa di un’indisposizione". Wojtyla naturalmente non gli diede retta. Alla sua prima messa a Varsavia si presentò un mare di gente festosa e adorante. Il regime comunista, per ridimensionare l’evento, tentò di tutto. Ad esempio ordinò alla televisione polacca di fare inquadrature strette per nascondere la grande partecipazione popolare e di non mostrare mai bambini e giovani ma solo sacerdoti, suore, disabili e vecchiette. Record. Wojtyla è stato il papa che più ha girato il mondo visitando il maggior numero di paesi (contando i chilometri percorsi, è come se avesse fatto una trentina di volte il giro della Terra). E’ stato visto direttamente da circa mezzo miliardo di persone. E’ stato il primo Papa nella storia a entrare in una sinogoga e il primo a entrare in una moschea. Durante il suo pontificato ci sono state 1345 beatificazioni e 483 canonizzazioni. A chi lo criticava parlando di una ”fabbrica di santi”, lui rispondeva con una battuta: "E’ colpa dello Spirito Santo".