Varie, 4 giugno 2007
BOTTENE
BOTTENE Cinzia Arzignano (Vicenza) 23 agosto 1956. Casalinga. Politico • «La Giovanna d’Arco dei ”No Dal Molin”? ”Per carità, non vorrei fare la stessa fine, sul rogo”. Una casalinga di Vicenza alla riscossa? ”Un po’ folkloristico. E riduttivo”. La no-global in tailleur? ”No, grazie”. Lei, Cinzia Bottene, non ama i tanti soprannomi che le sono stati affibbiati [...] da quando ha cominciato la guerra contro la costruzione della nuova base Usa di Caldogno (Vicenza). Una guerra che [...] l’ha portata a interrompere e (invitata sul palco) ad attaccare, davanti a decine di telecamere e microfoni, il presidente del Consiglio Romano Prodi. E a dirgli ”vergogna”, perché non vuole far saltare in aria il progetto della nuova base, a due passi da casa sua. E a quindici metri da tante altre case. [...] un marito dirigente d’azienda, un figlio capelli biondi discretamente raccolti dietro le orecchie, giacchetta scura da donna in carriera. Insomma, il classico ritratto di una signora borghese. [...] ”Al presidente del Consiglio ho dato la mano e gli ho detto buongiorno, come si fa tra persone civili, ma lui era livido. Mi ha risposto a denti stretti. E si è girato dall’altra parte. Poi mi è spiaciuto anche il suo successivo silenzio. Il premier non può far finta che non sia successo nulla. La politica non è silenzio, la politica è risposta”. Già, la politica. Ora che Cinzia Bottene non è più una semplice cittadina impegnata, ma è anche salita sul palcoscenico, sotto le luci della ribalta della cronaca nazionale, non è che scatta, puntuale, il terzo ”step”? Per intenderci, una candidatura? ”Neanche per idea – è la replica, secca, senza esitazioni ”. Se la politica è quella che ho visto [...] non mi fa per niente gola”. Ma se qualcuno glielo chiedesse? ” già successo due volte, da parte di due partiti del centrosinistra”. E la risposta è stata la stessa, nei toni e nei contenuti» (Giovanni Stringa, ”Corriere della Sera” 4/6/2007).