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 2007  maggio 21 Lunedì calendario

Anno IV - Centosessantanovesima settimanaDal 14 al 21 maggio 2007Banche Domenica scorsa i consigli d’amministrazione delle banche Unicredit e Capitalia hanno deliberato di fondersi, operazione che sarà completata entro il prossimo primo ottobre e darà vita a un nuovo istituto chiamato Unicredit Group, forte di cento miliardi di capitale, primo nella cosiddetta "area euro" (la zona dove circola l’euro), secondo in Europa (dove è battutto dagli inglesi della Hsbc) e sesto nel mondo

Anno IV - Centosessantanovesima settimana
Dal 14 al 21 maggio 2007

Banche Domenica scorsa i consigli d’amministrazione delle banche Unicredit e Capitalia hanno deliberato di fondersi, operazione che sarà completata entro il prossimo primo ottobre e darà vita a un nuovo istituto chiamato Unicredit Group, forte di cento miliardi di capitale, primo nella cosiddetta "area euro" (la zona dove circola l’euro), secondo in Europa (dove è battutto dagli inglesi della Hsbc) e sesto nel mondo. Insomma un colosso. Si tratta di una «fusione per incorporazione», cioè c’è un soggetto più grande (Unicredit) che incorpora un soggetto più piccolo (Capitalia). Il rapporto tra i due istituti, in termini di capitale, è infatti di 4 a 1. I protagonisti dell’operazione sono i due uomini-guida, cioè Alessandro Profumo (amministratore delegato di Unicredit) e Cesare Geronzi (presidente di Capitalia). Due circostanze hanno attratto l’attenzione degli osservatori: il prezzo di concambio molto favorevole a Capitalia e la velocità a cui si è arrivati all’accordo, in definitiva poco più di un mese. A Capitalia è stato riconosciuto un valore di 8,38 euro ad azione a fronte di un corso di Borsa - venerdì scorso - di 7,919, quotazione già drogata dalla notizia della fusione. Il motivo per cui Profumo ha sborsato senza esitare è lo stesso che ha consigliato a tutti e due i soggetti di far presto: se Unicredit non inglobasse Capitalia a tutta velocità, la banca romana potrebbe finire nelle mani di qualche grande istituto straniero. L’azionista principale di Capitalia, con il 9 per cento, è infatti l’olandese Abn Amro, che è destinata ad essere conquistata o dalla Barclay o dalla cordata Royal Bank of Scotland-Fortis-Santander (la lotta è in corso). L’ingresso degli inglesi o degli spagnoli avrebbe probabilmente determinato la messa sul mercato di quel 9 per cento e l’arrivo, magari, di un socio più aggressivo, capace di lanciare Offerte di pubblico acquisto. e prendersi poi tutto.

Politica La fusione ha anche, naturalmente, una sua dimensione politica. Il matrimonio precedente tra Banca Intesa e San Paolo aveva infatti dato luogo a un colosso che tutti gli osservatori collocano in area Prodi. Quest’altra fusione tra Unicredit e Capitalia sarebbe invece la contromossa degli antiprodiani di centrosinistra, cioè l’asse D’Alema-Marini, quelli che fin dal primo giorno premono discretamente per un governo di larghe intese, da mettere in piedi insieme con Forza Italia e An, un governo cioè che cambi la legge elettorale e rimandi il Paese alle urne. Il Sole 24 Ore, in un articolo uscito domenica scorsa, ha sostenuto che il capo di Intesa - cioè il banchiere, cattolico e prodiano, Giovanni Bazoli - ha tentato in ogni modo di impedire l’operazione, promettendo fra l’altro a D’Alema la promozione interna di Pietro Modiano, marito del ministro diessino per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini. D’Alema, che s’era assicurato la neutralità di Berlusconi, avrebbe declinato l’offerta e preferito lasciar proseguire la fusione.

D’Alema Lo stesso D’Alema, in un’intervista al Corriere della Sera di domenica scorsa, ha detto: «È in atto una crisi della politica che tornerà a travolgere il Paese con sentimenti come quelli che negli anni 90 segnarono la fine della prima Repubblica [...] del tutto evidente che il nostro sistema politico corre dei rischi molto seri». Con queste parole D’Alema rispondeva soprattutto alle questioni sollevate dal saggio di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella intitolato La Casta (Rizzoli) dove si raccontano i troppi privilegi di cui gode la pletora dei politici e dei parapolitici, i quali - mentre assegnano a se stessi i più alti stipendi, le più alte pensioni, migliaia di auto blu, centinaia di portaborse pagati quasi sempre in nero, milioni di euro di consulenze assegnate ad amici e amici degli amici - lanciano appelli alla moralità pubblica, allo spirito di sacrificio, al rigore civile che essi stessi negano quotidianamente con i loro comportamenti. Il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, ha detto che di questo passo gli italiani a un certo punto potrebbero decidere in massa di non pagare più le tasse.

Voto Intanto, un primo assaggio di elezioni amministrative si è avuto il 13 e il 14 maggio in Sicilia. Si votava tra l’altro a Palermo dove era tornato in campo, contro il sindaco uscente Diego Cammarata (centro-destra), il famoso Leoluca Orlando, sindaco nei due quinquenni 85-90 e 93-2001, prima democristiano, poi fondatore della Rete e adesso dipietrista: Orlando ha perso seccamente al primo turno (53 a 45) e ha gridato poi che il voto era stato truccato. Brutto risultato per il centro-sinistra anche nel resto dell’isola: il sindaco di Trapani, il presidente della provincia di Ragusa e il resto dei seggi a disposizione sono andati tutti a Berlusconi e ai suoi. Solo ad Agrigento (sindaco e consiglio comunale) è rimasta una possibilità per i prodiani: una strana alleanza tra Udc e Ds ha permesso infatti al centro-sinistra di andare al ballottaggo.

Poche leggi Il compleanno politico del governo Prodi - un anno di vita la settimana scorsa - è stato rattristato dalle statistiche sull’attività del Parlamento: si sono prodotte la metà delle leggi dell’era Berlusconi, s’è fatto ricorso al voto di fiducia 18 volte, le leggi più importanti approvate (compresa la finanziaria) avevano l’aspetto assai poco democratico della «lenzuolata», un testo lungo svariate decine di metri e contenente di tutto che deputati e soprattutto senatori dovevano prendere o lasciare. Il Senato - dove il governo può andare sotto su qualunque materia - è praticamente chiuso e pur di sopravvivere Prodi adopera ogni mezzo per non ricorrere alle aule. Oltre tutto la capogruppo dell’Ulivo, Anna Finocchiaro, ha ammonito i suoi che la scissione nei ds e la nascita del gruppo Sinistra democratica rende se possibile ancora più difficile, per la maggioranza, l’iter delle leggi al Senato. La sinistra radicale ha infatti a questo punto a sua disposizione un contingente di ben 50 parlamentari.

Pullman Martedì 15 maggio tre banditi albanesi, pieni di cocaina, hanno sequestrato un autobus della linea Acqui-Alessandria e sono stati neutralizzati dall’intervento di due poliziotti in borghese che si trovavano casualmente a bordo e da una successiva, gigantesca rete di posti di blocco. È finita con un paio di feriti e l’autobus dato alle fiamme, ma l’episodio ha suscitato una tale impressione che il sottosegretario Minniti ha dovuto riferirne alla Camera. Il giorno dopo a Giugliano una donna di 52 anni che tentava di impedire il furto della macchina, è stata ammazzata dal ladro che l’ha messa sotto e trascinata per venti metri. Preso dopo ventiquattr’ore, l’uomo è stato identificato per Franco Hadzovic, bosniaco clandestino che era già stato arrestato sei volte e altrettante rimesso in libertà. Mentre il ministro Amato concordava con i sindaci di Roma, Milano e Torino un piano-sicurezza, e la parte moderata della sinistra gridava che la legalità deve entrare nel suo codice genetico, Beppe Grillo, sul suo sito, lanciava l’allarme: sono in arrivo altri 60 mila rumeni, che presto potrebbero diventare due milioni e mezzo, i campi nomadi in Italia sono cento e quelli abusivi 500, «Franco Hadzovic finirà in galera, mentre i nostri parlamentari sono sempre in libertà...», eccetera.

Endemol Mediaset ha acquistato Endemol, la casa di produzione che vende alla Rai, tra gli altri, Affari tuoi e Che tempo che fa del veltroniano Fabio Fazio. Scandalo e imbarazzo: il conflitto di interessi di Berlusconi appare infatti a questo punto ancora più grande. Mastella però ha già fatto sapere che i suoi non voteranno la legge preparata dal centro-sinistra e arrivata proprio la settimana scorsa alla Camera.

Lotto I numeri 7, 8 13, 17, 38 e 43 hanno fatto vincere a uno sconosciuto giocatore Enalotto di Capanni, frazione di Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena), la somma di 71.547.000 euro (un 6 + sei 5), la seconda vincita più alta di tutti i tempi.