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 2007  giugno 01 Venerdì calendario

Malpica Riccardo

• Napoli 10 agosto 1931. Ex direttore del Sisde. Noto soprattutto per la vicenda dei ”fondi neri” che all’inizio degli anni Novanta coinvolse anche l’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro • «[...] Tutto comincia nel dicembre del ”92, quando il pm romano Antonino Vinci (scomparso recentemente in odore di processi per reati corruttivi) comincia a indagare, in seguito a segnalazioni anonime, su alcuni uomini di punta dei servizi segreti: [...] Broccoletti, ma anche Gerardo Di Pasquale, Michele Finocchi, Antonio Galati. Sui loro conti correnti trova (ingiustificati) quattordici miliardi di lire. Vinci convoca il direttore del Sisde, Angelo Finocchiaro, da cui si sente dire che quei soldi sono ”detenuti fiduciariamente” da Broccoletti e dagli altri: significa che ne dispongono per ragioni di servizio, ma non li posseggono. Vinci chiede una conferma ai predecessori di Finocchiaro, cioè a Riccardo Malpica e ad Alessandro Voci. La ottiene e gli è sufficiente per archiviare. Molti tirano un sospiro di sollievo, ma nell’aprile del ”93 il caso viene riaperto da un altro pm romano, Leonardo Frisani, che si imbatte nei quattrini dei servizi segreti quasi casualmente, in un piccolo processo per bancarotta intentato a un generale denunciato, guarda il caso, da Finocchi e De Pasquale. questo generale a fornire qualche buon elemento a Frisani, che si butta a pesce (è l’anno del Grande Terrore di Mani pulite). Lo aiutano i Ros dei carabinieri, che individuano altre scorte di denaro oltre a quelle già a conoscenza del pm Vinci. Frisani riconvoca Finocchiaro, Voci e Malpica, che confermano la versione data nell’autunno precedente. Finché Voci non crolla (è il luglio del ”93) e confessa che la testimonianza è stata costruita a tavolino. Malpica, invece, tiene duro (e più avanti spiegherà che a chiederglielo fu Nicola Mancino, in onore della ragion di Stato. Mancino, naturalmente, ha sempre negato). Frisani chiede e ottiene i primi provvedimenti di custodia cautelare, cui Malpica sfugge. Ma il colpo di scena arriva a ottobre, quando Broccoletti si presenta spontaneamente e, come si dice in gergo, vuota il sacco, parlando anche dei famigerati cento milioni mensilmente girati al ministro dell’Interno. Quindi anche a Oscar Luigi Scalfaro, al Viminale con Craxi negli anni Ottanta. Ora finisce in carcere pure Malpica. La sera del 3 novembre 1993 Scalfaro, a reti unificate, con un inaudito messaggio notturno agli italiani, informa minaccioso e a sorpresa: ”Io non ci sto”. Ma Broccoletti parla, e parla anche Malpica. L’ex magistrato romano Francesco Misiani, nel libro La toga rossa, ha ricordato del grande imbarazzo a Palazzo di giustizia, dove si discuteva a lungo su come gestire accuse lanciate così in alto. Che fosse vero o no, il risultato è che dieci giorni dopo l’appello di Scalfaro ai dirigenti del Sisde viene contestato l’attentato agli organi costituzionali, il famoso 289 contestato poi da Berlusconi a Di Pietro: pena minima, dieci anni. Il reato cade prima del processo, che si inizia nel marzo del ”94. Alla sbarra i dirigenti del Sisde, tutti accusati di peculato, tranne Malpica, sui cui conti non trovarono una lira, e che deve rispondere di abuso d’ufficio. Per la procura i soldi non sono mai andati al Viminale. Tutti rimediano pene comprese fra i sette e i nove anni. A Malpica ne viene inflitta una più lieve. L’anno successivo, in appello, gli imputati se la cavano più a buon mercato, ma la sorpresa [...] accennato arriva dalla Cassazione, che accoglie la tesi difensiva. Una nuova prescrizione è in arrivo (e nessuno ne piangerà)» (’Il Foglio” 28/1/1999).