Varie, 1 giugno 2007
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Lippi Davide
• Genova 9 agosto 1977. Procuratore (tra i suoi clienti attuali Giorgio Chiellini). Ex della Gea (vedi ZAVAGLIA Francesco), sotto processo per associazione per delinquere finalizzata all’illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata, nel 2009 fu assolto • «[...] è figlio di Marcello Lippi, che per lui lasciò la Nazionale. In quanto membro della Gea, si ritrovò travolto dal ciclone Calciopoli proprio alla vigilia della partenza per la Germania della nazionale italiana. Al padre vennero chieste le dimissioni. In quei giorni Marcello Lippi maturò una decisione che, successivamente, apparve clamorosa: andarsene alla fine del mondiale. Ma il torneo, conquistato grazie a due anni di vittorie nelle qualificazioni, non intendeva perderlo, per nessun motivo al mondo. Del resto, disse, non ho mai convocato giocatori grazie all’interessamento di mio figlio, che fa il procuratore, vive nel mio ambiente, ma niente di più. In quel periodo, difficile per il cittì e per tutto il calcio italiano, divenne pubblico il testo di un colloquio tra Lippi e Moggi, con quest’ultimo che chiedeva un occhio di riguardo (una non convocazione) per Cannavaro, che venne comunque chiamato lo stesso. Lippi vinse il mondiale e subito dopo la magica notte di Berlino, nel pieno della festa e in un momento di euforia generale, rassegnò le dimissioni. Non voleva ricoprire un ruolo istituzionale con un figlio ancora invischiato nella storia della Gea. rimasto lontano per due anni, durante i quali ha evidentemente raggiunto la consapevolezza che sul conto del ragazzo non esistessero motivi che lo potessero costringere alla latitanza azzurra. E, dopo l’addio di Donadoni, si è di nuovo messo a disposizione della Federazione. [...]» (R. R., ”Il Messaggero” 9/1/2009) • «[...] una macchina lo fece saltare per aria, col suo motorino. I legamenti del ginocchio frantumati e addio pallone. Insieme a tutto quello che aveva costruito convivendo, non senza qualche problema,con un cognome ingombrante: la serie C2 appena conquistata con il Viareggio, una maglia da centrocampista d’attacco, una carriera onorevole ai margini del grande calcio. A vent’anni Davide Lippi è ripartito da zero. Si è inventato procuratore, creando i primi contatti con sconosciuti dilettanti toscani ed è diventato socio del Twiga di Forte dei Marmi, un simbolo della Versilia, insieme a Brosio e Briatore. Pallone e spettacolo. Due realtà affini. Per chiudere questo triangolo, [...] il fidanzamento con Antonella Mosetti, conosciuta a Milano Marittima e corteggiata durante la trasmissione ”Casa Rai 1” che l’ex ragazzina di ”Non è la Rai” conduceva insieme a Massimo Giletti. ”Lo sapete come ha fatto a conquistarmi? Accettando, fin dal primo incontro, la presenza di Asia, la figlia che ho avuto nella mia precedente relazione. Davide è un uomo deciso come suo padre, ma con una straordinaria dolcezza”. La storia d’amore e i nuovi impegni lo hanno portato lontano da Viareggio. Un distacco doloroso. Temporaneo. [...] alla Gea World [...] era entrato su invito di Alessandro Moggi. [...]» (Luca Calamai, ”La Gazzetta dello Sport” 24/5/2007) • «[...] ex mezzala del Viareggio, ex impiegato dell’ufficio marketing della Juve, infine procuratore, nonché socio con il padre (e con Flavio Briatore, Paolo Brosio e Daniela Santanché) degli esclusivi bagni Twiga in Versilia [...] un ragazzo sensibile e disponibile, mai esagerato nei rapporti e nelle manifestazioni, insomma tutt’altro rispetto all’immagine proposta dal capo d’accusa [...] un giorno rubò a suo padre mille lire per il biliardino, quello che, nelle nostre estati senza telefonini e altre diavolerie, chiamavamo ”calcio balilla”. Suo padre Marcello non gli parlò per diverso tempo. Era il suo modo per punirlo. L’incomunicabilità fa più male di uno schiaffo. Marcello Lippi, ai suoi figli Davide e Stefania, ha sempre detto che era pronto a tollerare tutto, ma non le bugie e i sotterfugi nei confronti dei genitori. Condannava questi ”peccati”, con una specie di silenzio stampa familiare, allenamento per i silenzi stampa (rarissimi: Marcello non ama rifugiarsi dietro a questo marchingegno) da tecnico. Ma verso l’esterno ha sempre difeso i suoi figli, è sempre stato geloso della privacy della sua famiglia (si arrabbiò moltissimo quando vennero pubblicate le foto di suo nipote Lorenzo nel ritiro di Coverciano, prima del Mondiale 2006). E proprio il legame di Marcello verso Davide sta dietro il rifiuto dell’allenatore campione del mondo di tornare in panchina [...] ”Mio padre non ha mai detto che sta fermo perché aspetta che io risolva i miei problemi. Leggete bene. un’interpretazione, mio padre sta fermo perché ha deciso così”. In effetti Marcello ha sempre parlato di ”questioni personali”. Marcello e Davide fanno gioco di squadra, anzi di famiglia. La dichiarazione di Davide conferma il legame, la difesa reciproca. Sarebbe stato facile per Marcello, scaricare suo figlio o, comunque, prendere le distanze. Non ci ha mai pensato, anzi, pur senza affermazioni forti, ma irrobustendo il legame, non ha mai fatto mancare al figlio il suo appoggio. Marcello, dopo l’esperienza sulla panchina del Cesena, all’inizio degli anni 90, ha scelto di far crescere i figli a Viareggio, senza più costringere la famiglia a seguirlo nel suo girovagare da allenatore. Appena aveva un momento libero tornava a casa. Lì ora vive – a parte i viaggi come il c.t. che ha vinto il Mondiale e quelli a Roma dove abita la figlia Stefania – dal 12 luglio del 2006. Lippi mantiene la parola data. Aveva detto che avrebbe lasciato alla fine del Mondiale. [...]» (Roberto Perrone, ”Corriere della Sera” 1/6/2007).