S.Bo., Corriere della Sera 1/6/2007, 1 giugno 2007
«Ma quali sono gli intrecci e i conflitti d’interessi? La fusione tra Unicredito e Capitalia crea un big che in teoria possiede il 18% di Mediobanca, primo socio di Generali con il 14%, e che partecipa anche in modo diretto al Leone con il 6%
«Ma quali sono gli intrecci e i conflitti d’interessi? La fusione tra Unicredito e Capitalia crea un big che in teoria possiede il 18% di Mediobanca, primo socio di Generali con il 14%, e che partecipa anche in modo diretto al Leone con il 6%. Ma secondo gli impegni presi la presenza in Piazzetta Cuccia verrà dimezzata collocando le azioni fra i componenti il patto della banca d’affari e le quote a Trieste sono già in via di dismissione. Le Generali sono fra i principali azionisti di Intesa-Sanpaolo con il 5% e sono legati da un accordo di bancassurance. La banca presieduta da Bazoli a sua volta ha in modo diretto e indiretto il 3% del Leone, quota che supera il 5% se viene aggiunto quanto ha in portafoglio l’«amico» Romain Zaleski. Bazoli, nonostante gli impegni di Alessandro Profumo e Cesare Geronzi (numeri uno di Unicredit e Capitalia) ha espresso il timore che il nuovo «grande» Unicredit possa condizionare le Generali e di conseguenza influire sulla stessa Intesa-Sanpaolo. Propone dunque di mettersi a un tavolo e risolvere il grande intreccio. Una Yalta fra concorrenti» (S.Bo).