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 2007  maggio 30 Mercoledì calendario

La Commissione Europea ha finanziato un progetto per rilevare i monumenti millenari insidiati dall’effetto serra

La Commissione Europea ha finanziato un progetto per rilevare i monumenti millenari insidiati dall’effetto serra. Denominata ”Atlante di Vulnerabilità”, la mappa è il risultato del progetto "Arca di Noè", coordinato dall´Istituto di scienze dell´atmosfera e del clima - Isac del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna. Alcuni esempi. Nel Nord Europa i marmi saranno erosi nella misura di 35 micron (millesimi di millimetro) l’anno e la corrosione del ferro, del bronzo e dello zinco utilizzato nei tetti dei monumenti aumenterà in proporzione agli inquinanti e alla temperatura media annuale. Nel bacino del Mediterraneo l’effetto negativo della radiazione solare aumenterà coinvolgendo Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e area balcanica. In tutta Europa si intensificherà il fenomeno di "cristallizzazione di sali", particolarmente dannoso per i materiali porosi: arenarie e mattoni rischiano la disgregazione a causa degli stress meccanici interni. Cristina Sabbioni dell´Isac-Cnr, responsabile del progetto: "Il lavoro ha sottolineato il ruolo predominante dell’acqua come fattore di danno. Nonostante la temperatura sia spesso considerata la variabile principale dei cambiamenti climatici, se si considerano i beni culturali prevale il ruolo non solo di eventi estremi come precipitazioni intense, alluvioni e tempeste, ma anche di fenomeni meno evidenti e più diffusi che provocano danni strutturali nei tetti, nelle guglie, nei pinnacoli facendo perdere coesione ai materiali. L’acqua, inoltre, produrrà variazioni di umidità responsabili della crescita di microrganismi, in particolare su materiali lapidei e legno, e della formazione di sali che degradano le superfici ed accelerano i fenomeni di corrosione". Due, in sintesi, le minacce del ventunesimo secolo ai monumenti. Da una parte la pressione crescente delle muffe che raggiungeranno i 30 milligrammi per centimetro quadrato in quattro aree (Alpi, Balcani, Scandinavia, Islanda meridionale). Dall’altra, estati sempre più secche porteranno in larga parte del continente a un inaridimento dei suoli che proteggono reperti archeologici ancora non portati alla luce. Cinque anni fa l´Istituto centrale per il restauro e l´Apat (Agenzia protezione ambiente e servizi tecnici) avevano garantito l’effetto restauro per i monumenti esposti allo smog al massimo per tre anni. Decorsi i quali le particelle nere cominciano di nuovo a creare una patina visibile sulla superficie di chiese e statue (ma ogni volta per tornare ad apprezzare una facciata barocca o un arco di trionfo imperiale occorre scavare altri millimetri di pietra viva).