31 maggio 2007
Marialisa Concadoro, 6 anni. Figlia di Elio, 46 anni, operaio in una azienda che fabbrica cancelli e porte metallizzate, e di Sara Bolner, 44 anni, casalinga con gravi disturbi di mente, talvolta «strana e scostante» coi compaesani e tuttavia madre «attenta e affettuosa che ogni giorno accompagnava la bimba a scuola»
Marialisa Concadoro, 6 anni. Figlia di Elio, 46 anni, operaio in una azienda che fabbrica cancelli e porte metallizzate, e di Sara Bolner, 44 anni, casalinga con gravi disturbi di mente, talvolta «strana e scostante» coi compaesani e tuttavia madre «attenta e affettuosa che ogni giorno accompagnava la bimba a scuola». Giovedì mattina, erano più o meno le 8, la bimba si infilava gli abitini per il nuovo giorno di lezione, proprio allora la mamma udì «le voci», «ammazza Marialisa, per liberarti», la figlia notando qualcosa di strano la pregò «chiamiamo papà», lei il marito lo chiamò davvero, «amore, vieni, sto malissimo» ma subito dopo prese un coltello da cucina e conficcò la lama, undici di volte, nel corpo della figlia, che urlò così forte da farsi sentire a cinquanta metri di distanza. Quando il marito giunse a casa, la moglie gli mostrò la bimba in terra in un lago di sangue: «Guarda com’è lì. Sembra morta». Ore dopo, davanti al magistrato che la interrogava, la donna, non una lacrima, lo sguardo assente, raccontò che tempo fa aveva tentato il suicidio e tuttavia non prendeva farmaci e non si curava: «Forse mio marito mi mette delle gocce nelle bevande ma il mio è solo un sospetto. Con la mia bambina non ho mai urlato, non sono mai stata violenta con lei. Negli ultimi tempi, però, provavo una grande stanchezza. Mi sentivo inadeguata al mio ruolo di madre, vestire Marialisa per portarla a scuola era diventato molto pesante». Il marito sostiene che la donna «ultimamente stava bene, si era ripresa, non c’erano avvisaglie che potessero far pensare a una cosa del genere». Alle 8 di mattina di giovedì 31 maggio in una casetta nuova e tinta di rosa con i vasi d’origano e di fiori sul balcone a Mezzolombardo, 6.200 anime nella vallata dell’Adige alle porte di Trento, lungo la via che porta alle montagne della Val di Non.