Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  maggio 31 Giovedì calendario

Santoro Fabrice

• Tahiti (Polinesia francese) 9 dicembre 1972. Tennista • «Nel 1989 Fabrice Santoro, un francese nato per caso a Tahiti [...] ma con lontane origini napoletane, aveva 16 anni. Vinse a Parigi il torneo juniores e fu ammesso come wild card nel tabellone principale. Perse per 8-6 al quinto set contro l’americano David Wheaton, uno che vanta una semifinale a Wimbledon. La sua carriera [...] non è particolarmente straordinaria ma lo è il suo gioco che infatti non ha riscontri, per caratteristiche e qualità di anticipo, nel tennis contemporaneo. Nel 2002 al torneo di Indian Wells Santoro si è permesso di battere in tre set Pete Sampras che immediatamente gli ha attribuito un soprannome (“The Magician”, il mago) che non lo ha più abbandonato. Santoro è bimane da entrambe le parti, nel senso che non ha rovescio. Gioca molto dentro il campo e i suoi colpi sembrano colpi di rasoio. A mia memoria solo un americano, anche lui bimane, Gene Mayer è stato più divertente, oltre che più forte, di lui ma Santoro ha avuto una carriera molto più lunga ed ha quindi lasciato un’impronta più significativa. [...] La sua popolarità è nettamente superiore al suo record [...]» (Rino Tommasi, “La Gazzetta dello Sport” 31/5/2007) • «Quando Fabrice Santoro appoggiò i suoi piedini felpati nel circuito, nel 1988, il numero 1 del mondo era Wilander, Sampras un pivello. Federer doveva ancora prendere in mano una racchetta, il muro di Berlino era ancora lì. “Avevo sedici anni, mio padre mi disse: adesso sei un professionista, vedi di resistere per quattro o cinque anni”. Ne sono passati ventidue [...] dritto folle, impugnato da bimane destro ma chiuso dalla sola sinistra, con un gesto da prestigiatore [...] Le magicien, il Mago maratoneta che faceva impazzire Safin e Sampras [...] negli Slam [...] non è mai andato oltre un quarto di finale. È stato al massimo n.17 Atp [...] “Sono orgoglioso di aver attraversato quattro generazioni [...] Da Connors e McEnroe a Becker ed Edberg, poi Agassi, Sampras, Federer e Nadal. Il tennis è cambiato tanto. [...]”. Il migliore? “McEnroe era un genio, se penso a Sampras fatico a fare una classifica: ma dico Federer” [...] Un incantevole scultore alla Calder, in un tennis ormai consegnato a tanti, monotoni, palestratissimi scalpellini» (Stefano Semeraro, “La Stampa” 20/1/2010) • «[...] , oriundo napoletano. Ormai ignaro dei suoi antenati, tanto da collocarli erratamente in Sicilia, Santoro ha in realtà un’origine pied noir, e cioè franco-nordafricana, come i suoi illustri predecessori Pietrangeli e Darmon. In occasione di un insolita gita a Tarbes, assistetti al suo vittorioso esordio nel torneo dei Petits As, i Piccoli Assi. Era [...] il 1986, e nell’applaudire insieme a me il piccolo fenomeno, il suo allenatore, Patrice Dominguez, ebbe a dirmi: “Talento enorme, ma crapone ancor più grande. Gioca un diritto bimane di sua creazione, mai visto al mondo. È piccolo, ha poco allungo. Eppure si rifiuta di modificarlo, il diritto, colpire a una mano”. [...]» (Gianni Clerici, “la Repubblica” 6/5/2008).