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 2007  maggio 30 Mercoledì calendario

OMA – Per il ministro dell’Interno è arduo, e decisamente insolito, incoraggiare i propri dipendenti a compiere un atto illegale

OMA – Per il ministro dell’Interno è arduo, e decisamente insolito, incoraggiare i propri dipendenti a compiere un atto illegale. Eppure, le ristrettezze economiche in cui è finito il Viminale inducono Giuliano Amato a rompere questa regola. Con una provocazione: «A questo punto consiglio i vigili del fuoco di pagare la benzina per i mezzi piuttosto che gli affitti per le sedi perché il titolare del distributore li manderebbe a quel paese se chiedono il rifornimento mentre il padrone di casa è possibile che non li cacci. Lo so, è arduo consigliare questo ma in simili condizioni...». Il ministro riferisce alla commissione Affari Costituzionali della Camera davanti alla quale, in un clima tutto sommato disteso vista la gravità del problema, snocciola dati economici davvero poco rassicuranti: «Soffriamo un problema di risorse perché quando si arriva ad acquistare i mezzi con i fondi degli enti locali vuol dire che si va al di là del normale equilibrio tra competenze nazionali e locali». E le questure che non ce la fanno si arrangiano: su 27 mila veicoli, infatti, 9.570 hanno un’anzianità superiore ai 7 anni e «per carità di patria», spiega il vice ministro Marco Minniti, «non parliamo degli aeromobili ». Sono 408 i milioni di debiti accumulati dal Viminale per canoni d’affitto, bollette e forniture non pagate. Inoltre, aggiunge Amato, «a causa del comma 507 della Finanziaria abbiamo perso 217 milioni di euro» mentre altri 220 milioni di euro mancano all’appello perché finiti nel contagocce delle risorse «non assegnate». In queste condizioni, e con una «crescita esponenziale» delle funzioni attribuite alle forze di polizia, al Viminale diventa tutto difficile: manutenzione del parco mezzi, pagamento degli straordinari, assunzioni e aperture di nuove sedi. Anzi, la politica sempre più spinta di «razionalizzazione», conferma Minniti, porta all’accorpamento dei presidi: «A Napoli, da 20 commissariati a 10 distretti con un recupero di effettivi pari a 100 unità». E altri tagli sono previsti per le scuole (da 4000 allievi si è scesi a 1000) ma su questo terreno, osserva Amato, «incontro grandissime resistenze». Le forze di polizia sono sotto organico del 10 per cento, aggiunge Minniti, «ma nell’agenda di governo non c’è certo l’assunzione di 25-30 mila tra poliziotti, carabinieri e finanzieri». Questo è il quadro che emerge quando al comparto sicurezza viene sottratto un miliardo e 100 milioni di euro tra il 2004 e il 2007. Per questo il segretario del Silp-Cgil, Claudio Giardullo, sollecita nuovi investimenti: «Destinare alla sicurezza una quota del cosiddetto tesoretto mi sembra una cosa necessaria e di buon senso a tutela dei cittadini, delle imprese e dei lavoratori». Invece, l’opposizione, con il senatore Alfredo Mantovano (An), va oltre: «O Amato batte cassa in consiglio dei ministri oppure si deve dimettere. In ogni caso, non è serio che esorti a non onorare i debiti». In tema di sicurezza, dice infine il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, «siamo una repubblica delle banane».