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 2007  maggio 30 Mercoledì calendario

MILANO

La cordata formata dai fondi americani Texas Pacific Group (Tpg) e Matlin Patterson con Mediobanca si ritira dalla gara per la privatizzazione di Alitalia. Non perché sia venuto meno l’interesse, ma perché «esaminata la procedura che regola la fase delle offerte vincolanti della vendita, ritiene di non essere nelle condizioni di ottemperare puntualmente a quanto da essa prescritto», si legge in una nota diffusa ieri pomeriggio. Perciò «pur apprezzando l’ammissione alla fase finale da parte del ministero dell’Economia», il consorzio «si trova, al momento, nell’impossibilità di procedere oltre».
Dietro la retromarcia ci sarebbero in realtà nove motivi, tra cui la contestazione del requisito di italianità, di un accordo preventivo con i sindacati prima della chiusura del deal e di una cauzione di 50 milioni, giudicata troppo esosa.
In gara adesso restano solo l’AirOne di Toto, supportato da Intesa San Paolo, e la cordata di Aeroflot con Unicredit.
Entro il 2 luglio dovranno presentare le offerte vincolanti che, oltre al prezzo, dovranno contenere il piano industriale e la volontà o meno di acquisire l’ulteriore 10% della quota in possesso del ministero dell’Economia, in aggiunta al 39,9% del controllo.
Ma ieri al centro delle turbolenze nel risiko dei cieli europei è stata anche British Airways. Voci di un’Opa da parte di Goldman Sachs, che ha aumentato la sua partecipazione in BA dal 3 al 5,14% diventandone il quarto maggior azionista, hanno fatto volare del 4,7% i titoli della società guidata da Willie Walsh a Londra. Un’ipotesi che inevitabilmente si intreccia con i destini di Iberia, di cui BA possiede il 10%, oltre a far parte del consorzio, guidato proprio da Tpg, che include anche tre fondi spagnoli (a garanzia della
españolidad), in gara per comprare Iberia. Senza dimenticare che Goldman Sachs è advisor finanziario di Iberia per la vendita.
Il paradosso? Mentre declina l’interesse per Alitalia, flagellata dagli scioperi selvaggi (l’ultimo quello degli assistenti di volo), cresce la «corte» intorno alla società spagnola. I pretendenti sarebbero quattro. Per ora l’offerta di Tpg-Ba di 3,6 euro per azione è l’unica presentata formalmente. Ma secondo l’agenzia Efe altri due fondi, uno britannico e uno svizzero, starebbero preparando proposte alternative. Il fondo svizzero, secondo fonti vicine all’operazione, starebbe negoziando con Lufthansa per lanciare la sua offerta, da annunciare entro due settimane, nonostante il numero uno della compagnia tedesca continui a ripetere che il prezzo sia «troppo caro». E Lufthansa sarebbe anche uno dei due soci industriali – l’altro è Air France-Klm – che il fondo Apax cerca di «arruolare» prima di presentare il suo progetto di acquisizione. Forse qualche indicazione sui movimenti intorno al vettore spagnolo arriveranno oggi in occasione dell’assemblea degli azionisti.