Giovanna Cavalli, 30/5/2007, 30 maggio 2007
ROMA – Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del consigliere della Rai Angelo Maria Petroni, forzosamente dimissionato dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa
ROMA – Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del consigliere della Rai Angelo Maria Petroni, forzosamente dimissionato dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Diventa dunque di fatto inutile la convocazione dell’assemblea generale dei soci fissata al 4 giugno proprio per procedere alla sostituzione dell’amministratore sfiduciato. PRIMO ROUND – La procedura infatti è provvisoriamente sospesa e per ora almeno il professor Petroni resta dov’è. E ieri ha regolarmente presenziato alla riunione del Cda, che si è impantanata pure quella, stavolta sul caso Santoro: i 5 della Cdl vorrebbero bloccare la messa in onda ad «Annozero» del discusso filmato della Bbc sui preti pedofili. La seduta è stata interrotta, si riprende stamattina. E c’è pure il bilancio con 80 milioni di buco. Petroni quindi ha vinto la prima battaglia. Il tribunale amministrativo del Lazio, senza entrare nel merito, ha però ravvisato i presupposti di estrema gravità e urgenza nella richiesta del consigliere che se estromesso dal Cda difficilmente potrebbe esservi reintegrato, nemmeno se vincesse il ricorso. Con decreto presidenziale (procedura eccezionale) il presidente della III sezione, Francesco Corsaro, ha concesso la sospensiva ravvisando il rischio di un «danno irreparabile» per Petroni. L’udienza si terrà il 7 giugno. POLEMICHE – Prevedibilmente animate le reazioni politiche. Sarcastico Paolo Bonaiuti (FI), vicepresidente della Vigilanza e portavoce di Berlusconi: «Al professor Padoa-Schioppa che mi ha accusato di avere una concezione molto personale del diritto faccio notare che il Tar del Lazio sul caso Petroni la pensa esattamente come me». Ferocissima An. Chiede le dimissioni «per vergogna» del ministro dell’Economia «braccio operativo di un disegno scellerato». Maurizio Gasparri: «Il Tar ha bloccato un colpo di Stato del governo contro la Rai». Così Francesco Storace: «Dopo che il Tar l’ha mazzolato come meritava, il tassator cortese che prima sorrideva ora piange». Alessio Butti: « l’Unione che danneggia la Rai nel tentativo di accaparrarsi l’azienda». Altero Matteoli: « l’ennesimo schiaffo a questo governo». Ma il centrosinistra sostiene che la partita è aperta. «La decisione del Tar non entra nel merito, continuiamo a ritenere che il governo abbia fatto la scelta giusta», afferma Roberto Cuillo, responsabile informazione Ds. Il senatore dell’Ulivo Esterino Montino contesta a Petroni la mancanza «di un sussulto di orgoglio e dignità» perché invece di dimettersi «mira a danneggiare la Rai». Secondo Egidio Pedrini (Idv) il consigliere esautorato «dovrebbe comunque andarsene» ma «Padoa-Schioppa non ha saputo gestire la situazione». Sempre ieri sul caso Petroni la Commissione di Vigilanza ha ascoltato due periti, uno per l’Unione (Alessandro Pace), l’altro per la Cdl (Lorenza Violini), che sulla revoca del consigliere hanno dato pareri opposti. Il presidente Mario Landolfi potrebbe rivolgersi alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzioni. SCONTRO IN CDA – Il consigliere Udc Marco Staderini ha presentato una lettera anche a nome dei colleghi Malgieri, Bianchi Clerici e Urbani con cui si chiedeva di discutere del caso Santoro. Il presidente Claudio Petruccioli l’ha respinta perché priva delle firme. Ne è nato un diverbio. Staderini minaccia di impugnare il verbale. Lavori sospesi. Santoro ha il via libera del dg Cappon purché garantisca un adeguato contraddittorio. Il giornalista vorrebbe invitare monsignor Rino Fisichella. Ma il leader di An Gianfranco Fini, intervenuto alla trasmissione Ballarò, è sicuro «che la Rai non trasmetterà quel filmato».