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 2007  maggio 20 Domenica calendario

Perché l’intelligenza non rende ricchi. Il Sole 24 Ore 20 maggio 2007. Non serve essere dei geni per diventare ricchi

Perché l’intelligenza non rende ricchi. Il Sole 24 Ore 20 maggio 2007. Non serve essere dei geni per diventare ricchi. questa la provocatoria conclusione di uno studio pubblicato a fine aprile da Jay Zagorsky, professore alla Ohio State University. Una ricerca che però ha confermato i risultati di indagini precedenti, e cioè che esiste una forte correlazione tra quoziente di intelligenza (Iq) e reddito personale. Lo studio ha incrociato i dati sulla situazione patrimoniale e finanziaria di 7.403 cittadini Usa con il loro Iq, come calcolato in base al test utilizzato dal Pentagono per l’arruolamento dei militari. E non ha trovato alcun legame statistico tra intelligenza e ricchezza. Un risultato che merita spiegazioni, alla luce del fatto che la differenza tra il reddito di una persona con Iq medio (100) e quello di una che appartiene al 2% più intelligente della popolazione (Iq uguale o maggiore di 130) è compresa tra 6mila e 18.500 dollari all’anno. Come è possibile che i più intelligenti guadagnino di più e non siano contemporaneamente più ricchi? Zagorsky ipotizza che le persone ad alto Iq non risparmino come gli altri. Se volete diventare ricchi, insomma, per prima cosa dovete spendere il meno possibile. A questa relazione apparentemente banale, Zagorsky sta dedicando uno studio ad hoc. In ogni caso, va ricordato che altri due autori americani, Thomas Stanley e William Danko, nel loro best-seller «The Millionaire Next Door», sono arrivati alla conclusione che l’accumulazione di ricchezza è spiegata da due fattori: la capacità di risparmio e il tempo dedicato alla cura delle proprie finanze. Un altro interessante dato contenuto nello studio di Zagorsky può aiutarci a capire meglio la relazione tra ricchezza e intelligenza: la probabilità di insolvenza personale (espressa dall’esclusione dal credito bancario) sale dal 7,7% delle persone con Iq di 75 a un massimo di 12,1% per quelle con Iq di 90. La percentuale scende di nuovo in modo irregolare al 5,4% delle persone con Iq di 115 per poi risalire di nuovo. abbastanza inquietante constatare che anche le persone con Iq superiore a 125 hanno il 6% di probabilità di insolvenza. Il che suggerisce che le persone meglio predisposte da un punto di vista finanziario sono quelle poco più intelligenti della media: risparmiano regolarmente, tengono nota diligentemente dei conti di casa, non prendono grossi rischi sui mercati finanziari. Marco Liera