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 2007  settembre 29 Sabato calendario

ADRIANA MARMIROLI



MILANO

Kate Winslet vestita da suora per un film che ha accettato solo perché si parla della Shoa. E la Shoa rende bene agli Oscar... Ben Stiller in piena crisi isterica urla che lui è un attore da 500 milioni di dollari di incassi. Ha baciato Cameron Diaz e sculacciato Jennifer Aniston. «Non importa se era in un film. Vale lo stesso». Non sono impazziti. E neppure vittime del siero della verità. Sono le battute che hanno accettato, con molta autoironia, di dire per Ricky Gervais nella serie Extras, in onda da questi giorni sulla rete satellitare Jimmy. Ricky Gervais in Italia non è un nome né una faccia particolarmente nota. Protagonista e autore della serie della BBC The Office, da noi è conosciuto solo dai super appassionati di serie tv. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti è invece considerato un genio assoluto nella commedia per The Office - due stagioni di vita e 12 episodi più uno speciale (gli americani ne hanno realizzato il remake e sono già a quota 53). Ora ha messo a segno un altro colpo: Extras, appunto. Che è ambientata nel mondo del cinema e della tv, visti dalla parte di un attore sfigatissimo, Andy Millman, un po’ incapace e molto cinico, non giovanissimo, che tenta disperatamente ma senza fortuna la scalata al successo.
Caratteristica della serie è che a ogni puntata partecipano celebrità varie nel ruolo di se stessi, disposti a esasperare o ribaltare fino all’idiozia certe loro caratteristiche (o supposte tali): Ben Stiller e Kate Winslet, ma anche Samuel L. Jackson (viene scambiato con Laurence Fishburne e non la prende per niente bene), Orlando Bloom (non può credere che una donna possa resistergli), David Bowie, Daniel Radcliffe (sessuomane divo teenager), Robert De Niro (si fa rabbonire con il regalo di una porno-penna), Ian McKellen, Patrick Stewart, Vinnie Jones.
Pare che ci sia addirittura una «lista d’attesa» per partecipare a Extras: Madonna, Bruce Willis, Schwarzenegger avrebbero dichiarato la loro disponibilità. Jude Law lo aveva promesso ma all’ultimo aveva dato forfait e per questo si sentirebbe ancora impegnato. Ma, a meno che Gervais non ci ripensi, una terza serie non ci sarà. Non gli piace fossilizzarsi: al massimo può concedere una puntata speciale di lunghezza doppia per fare contenti tutti.
Tra 2005 e 2007 sono state parecchie le serie ambientate dietro le quinte della tv. La sit-com Boris (in onda su Fox) che sbeffeggia i vizi e i difetti innumerevoli delle soap nostrane nella loro dimensione abborracciata e sgarrupata, all’italiana. Un esperimento ben riuscito, per ora. Avrà un seguito? Dagli Usa arriva invece The Comeback (la vedremo in autunno su Comedy Central): Lisa Kudrow ritenta la strada della sit-com dopo Friends e, proprio come il suo amico Matt LeBlanc (Joey), la fa nel ruolo di una starlette in disuso che partecipa a un reality show. Più aggressivo Studio 60 on the Sunset Strip (in autunno, su Italia 1). Anche qui uno dei ragazzi di Friends, Matthew Perry, nei panni di un superpagato autore di programmi televisivi che viene chiamato con il suo producer a salvare uno show alla Saturday Night Live, ormai decotto e al centro di uno «scandalo mediatico»: uno dei suoi autori ha dato fuori di matto e, in diretta, ha osato dire l’indicibile (la verità) sulla televisione e sul suo effetto spappola-cervelli (un inizio che ricorda molto il film Quinto potere).
Cadono delle teste e ne arrivano di nuove, ma la tv è una brutta bestia da cavalcare, soprattutto se non vuoi farti cancellare lo show dalla rete per mancanza di pubblico e pubblicità. Come invece è accaduto proprio a queste due serie, malgrado la qualità soprattutto della seconda, attesissima e molto lodata (inizialmente) dalla critica americana. Che non interessi alla gente scoprire segreti e miserie della fabbrica dei sogni, non vedere che il re è nudo? La prova del nove? Entourage, su quattro ragazzotti che da Queens sbarcano a Hollywood per fare fortuna. Anche qui siamo dietro le quinte, ma la storia è leggera, gradevole, poco dissacrante e parecchio rassicurante, abbastanza glamorous: a giugno Hbo manda in onda la quarta stagione.


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