(Alessandra Stoppa, Libero 18/5/2007)., 18 maggio 2007
Carlo Ghezzi, maestro elementare, 67 anni, 45 di insegnamento, 33 nella stessa scuola, la Muratori-Menotti di via Muzio, a Milano
Carlo Ghezzi, maestro elementare, 67 anni, 45 di insegnamento, 33 nella stessa scuola, la Muratori-Menotti di via Muzio, a Milano. Maestro per vocazione ("fin da quando ne avevo 14, non ho mai pensato di cambiare lavoro"), a settembre dovrebbe lasciare l’incarico per raggiunti limiti di età, ma volendo portare la sua classe fino in quinta, ha chiesto al Ministero di farlo gratis (andando in pensione, ma rientrando in classe con funzione di docente, non di titolare, e accontentandosi di percepire la pensione anziché lo stipendio). In sostegno alla sua domanda i genitori dei 25 alunni della seconda A (che a loro tempo erano stati suoi allievi), hanno sottoscritto una petizione: " ingiusto che ai nostri figli sia negata la continuità didattica, educativa e affettiva. Siamo disposti a fare tutto quanto sarà necessario fino all’ottenimento di ciò che chiediamo". Due anni fa Ghezzi aveva assunto la cattedra della classe, garantendo di portarla fino in quinta, dopo aver fatto domanda di trattenimento in servizio fino al settantesimo anno d’età, in base alla legge 186/2004, che prevedeva, con la ”formula 2 più 3”, il rinnovo della richiesta dopo due anni, salvo parere favorevole del dirigente scolastico, una volta provato il buono stato di salute. Ma nel frattempo la norma è stata abrogata (dalla legge 248/2006), e quando il maestro l’ha spiegato ai suoi alunni, loro si sono messi a piangere. La madre rappresentante di classe: "Noi capiamo la qualità del suo lavoro nella didattica, perché è un insegnante straordinario, e poi quando veniamo a colloquio da lui: conosce i nostri figli meglio di noi".