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 2007  maggio 27 Domenica calendario

Don Gelmini: "La droga? E’ solo una pessima padrona". Il Messaggero 27 Maggio 2007. A pochi uomini, sacerdoti compresi, affideremmo la nostra coscienza, non così immacolata

Don Gelmini: "La droga? E’ solo una pessima padrona". Il Messaggero 27 Maggio 2007. A pochi uomini, sacerdoti compresi, affideremmo la nostra coscienza, non così immacolata. Fra questi pochi, il primo a cui ci rivolgeremmo sarebbe don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro di Amelia, a un tiro di schioppo da Terni.  un conducatòr nato, un infaticabile servitore di Dio e di chi soffre. Un concentrato di fede esuberante e contagiosa, un guerriero, un filantropo. Mai ha deposto le armi e ammainato la bandiera, consapevole della sua grande missione: riscattare i tossici dalla droga. Nel suo sguardo c’è il piglio di chi ha lanciato una sfida e, dopo averla vinta, rilanciata. Spiriti così sono rari. Schieriamoci sotto le sue insegne e battiamoci con lui per il trionfo della Causa. C’è in lei più il Santo o il condottiero? Più don Bosco o Goffredo di Buglione? Più Don Bosco, ma anche Goffredo di Buglione. Chi fa quel che faccio io deve essere un po’ condottiero. Il suo compito e il suo messaggio? Indicare ai giovani una meta e dare loro dei valori. Chi sono i suoi nemici? Chi contrasta la mia impresa, chi minaccia la navigazione della mia salvifica flotta. Navigazione difficile? Difficile e, spesso, tempestosa. Fra scogli sempre più impervi. Per vincere la battaglia ci vuole più coraggio o più pazienza? Coraggio e pazienza. La mia è una lotta dura, che esclude ogni forma di pavidità. L’avversario si affronta a viso aperto, a muso duro. Chi le spara addosso? Addosso non mi spara nessuno. Ma devo far i conti con la politica antidroga. Una politica assurda, incredibile, confusionaria, contraddittoria. La sanità è allo sfascio. Sa qual è stato il primo provvedimento del ministro Turco? Quale? Aumentare la quantità di hascisc o di ”Maria Giovanna”… Un tempo, a Roma, si diceva ”Mamma, li turchi”. E oggi? ’Mamma, la Turco”. La droga è più un problema o un dramma? Un dramma e un problema. Un grande problema. Perché? Il ministro dell’Interno, di fronte al dilagare della cocaina, quasi alzando le mani, ha detto che non si può fare niente. Come, non si può fare niente? L’importante è non abbassare la guardia. Ogni giorno, in Italia, muoiono decine di ragazzi per overdose. E poi ci sono i decessi per epatite o per cirrosi, conseguenza dell’abuso di droga. La causa è la stessa. Troppo permissivismo? Sì: il permissivismo di chi predica la legalizzazione e la liberalizzazione della droga. Questo, mai. Mai, perché? Vogliamo i nostri figli liberi dalla droga e non la droga libera. Troppa demagogia. Sa dove porta la demagogia? Dove? Porta molta gente a pensare che lo spinello sia innocuo, che le droghe leggere si possano consumare impunemente. Come tre o quattro sigarette. Falso: il principio attivo dell’hashish e della marijuana agisce sul cervello. Con quali conseguenze? Altera le facoltà critiche. La demagogia è una iattura nazionale. Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Da quanti anni combatte la battaglia contro la droga? Da quarantaquattro. Ha salvato molti tossici? Circa trecentomila sono usciti dalla comunità. Senza la fede avrebbe fatto quel che ha fatto? Assolutamente, no. Sono assertore della ”Cristo-terapia”. Cos’è? Cristo che salva le anime, ma anche Cristo che può salvare i corpi. Se avessimo più fede saremmo migliori? Ci sarebbero meno cialtroni, maghe, maghesse. I giovani hanno bisogno d’ideali e noi dobbiamo offrirglieli. Non basta strapparli alla droga? No. Chi ha il vuoto dentro, senza più punti di riferimento, cerca surrogati. La droga è il più esiziale. Come, quando, perché decise di votarsi alla redenzione dei drogati? Ero segretario di un Cardinale, Cancelliere di Santa Romana Chiesa, e dovevo recapitare un fascicolo alla segreteria di Stato. Mentre attraversavo Piazza Navona, fra la Chiesa di Santa Agnese e la fontana, sui gradini del tempio un ragazzo dai capelli lunghi, sporco, male in arnese, mi abbordò: ”A zì pre’, damme ”na mano”. E lei? Stavo per offrirgli un obolo, ma lui bloccò il gesto, dicendo: ”Non voglio soldi, non vedi che sto male”. E lei? Se stai male, ti porto all’ospedale. E lui? ’Ci sono stato tante volte e guarda come sto”. E lei? ’Vuoi venire a casa mia”? E lui? Mi sorrise e annuì. Fu l’inizio della mia missione. Quante sono oggi le Comunità nel mondo? 254. E gli ospiti? Nel mondo, circa 50 mila. In Italia, solo adulti. Riuscite ad accoglierli tutti? Non respingiamo nessuno. Chi entra può uscire quando vuole? Quando vuole. Nessuna costrizione, nessun muro, nessuna rete. Perché? Perché dove comincia la costrizione cessa l’educazione. Quanto dura, in media, la disintossicazione? Almeno tre anni. Ma il riscatto – ripeto - non basta. Bisogna dar ai giovani ideali e valori. Altrimenti, tutto è inutile. Il momento più difficile? Quando, dopo qualche mese, ci si sente meglio, s’ingrassa, si dorme, E non si guarisce? No. Ci s’illude di non avere più bisogno di terapie disintossicanti e di consigli di vita. Chi sono i vostri ospiti? Un tempo, erano persone sui venticinque anni. Oggi? Trenta, trentacinquenni, ma anche quarantenni. Ex carcerati compresi? Ex carcerati compresi. La droga più micidiale? I cocktail: cocaina, eroina, acidi, amfetamine. I ragazzi eroinomani hanno lasciato il posto ai politossici. C’è anche il problema dell’alcol? Un problema grave, vista la diffusione fra i minorenni. Che cosa fare? Vietarne l’uso nelle discoteche. Il tossico che dice di esser uscito da solo dalla droga passa spesso all’ alcol. Sì: da un male a un altro. La droga più socializzante? Lo spinello. Propedeutico alle droghe pesanti. Che sangue scorre fra lei e Pannella? Siamo amici. Amici? Sì: io con le mie idee e le mie battaglie; lui, con le sue. Ma non è un confronto facile. Perché? Un confronto non è mai facile con chi ha pregiudizi ideologici. Cosa significa ”modica quantità”? ’Modica quantità” è un imbroglio, concepito da politici irresponsabili o male informati. In che senso? Il giovane non sta a guardare alla ”modica quantità”, non aspetta il decreto della Turco, poi ritirato. E cosa fa? Se comincia, non si ferma più. Cioè? Più prende e più vuole. E poi, cosa significa ”modica quantità’? Chi la fissa? I fautori della droga libera o legale sostengono che ci sono droghe leggere e droghe pesanti. No: la droga è la droga. La droga è morte, è la distruzione dei nostri figli. La cocaina è ancora la droga dei ricchi? Non più da quando il ragazzo che ne fa uso, la spaccia, in cambio di qualche dose. La droga si può (scusi il termine) ”gestire”? No. Neppure i chimici ci riescono. Dopo il ”pasto”, dopo l’assunzione, il tossico ha ”più fame che pria”. La cronaca nera è piena di figli che uccidono genitori, rapinano, commettono reati per procurarsi la dose. Se i soldi sono ”ottimi servi, ma pessimi padroni”, la droga è solo una pessima padrona. C’è davvero un perverso intreccio fra trafficanti di droga e di armi? E’ sotto gli occhi di tutti. Pensi all’Afghanistan. Che fornisce droga a mezzo mondo. Come lei sa, con il denaro ricavato dalla vendita della droga, i talebani acquistano le armi.  vero che ci sono industriali e banchieri complici dell’orrendo traffico? Più di quanti lei immagina. Costano molto le sue Comunità sparse nel mondo? Cinquanta milioni di euro all’anno. Chi vi finanzia? Le promesse dei ricchi e dei politici e i soldi dei poveri. Con qualche encomiabile eccezione. Berlusconi, tempo fa, ci ha dato dieci miliardi I ragazzi che avete aiutato e salvato, vi aiutano? Molti, sì. Come? Attingendo ai loro risparmi con qualche decina, centinaia, a volte migliaia di euro. Riuscite a coprire le spese? Purtroppo, no. Le utenze almeno le pagate? Non sempre. E che fate? Ci affidiamo alla generosità di tanta gente senza volto, ma con un grande cuore. C’è sempre qualcuno che, nel momento del bisogno, bussa alla tua porta. Ha mai temuto di non farcela? Chi crede alla Provvidenza non teme mai di non farcela. La Provvidenza è Dio. E Dio non ti abbandona. La sua fede ha mai vacillato? Mai. Sono un vecchio prete di ottantadue anni, con questo immenso dono. Si è mai drogato? E perché avrei dovuto farlo? Per conoscere meglio il nemico. Il nemico si conosce in un solo modo. In quale modo? Combattendolo. E quando non avrà più la forza di combatterlo? Finché vivrò, Dio me la darà. E quando lei non ci sarà più? Ci sarà sempre Dio. Lei crede in Dio? Purtroppo, no. Lo sta cercando? Sì. Lo troverà. Roberto Gervaso