Varie, 28 maggio 2007
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Crocker Ryan
• Spokane (Stati Uniti) 19 giugno 1949. Ambasciatore americano in Iraq • «L’intensità delle sue esperienze e la ferrea disciplina glihanno conferito la fama di legionario della diplomazia, oltre alla massima onorificenza di ”Career Ambassador” [...] in situazioni complicate e scenari difficili lavorato tutta la vita. La sua maratona verso l’Iraq, inizia proprio dall’Iran dove fu inviato dopo la laurea nel 1972, ancora sotto il regno dello Scià, come console a Khorramshahr. Sono seguite Doha, Baghdad, Beirut, e Il Cairo, intervallate da periodi di perfezionamento in lingua, storia e cultura araba a Washington e Tunisi, che ne hanno fatto uno degli esperti di punta sul Medio Oriente del Dipartimento di Stato. Nel 1990, dopo l’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein, è nominato direttore della ”Iraq-Kuwait Task Force”, e poi ambasciatore a Kuwait City nel 1994, e in Siria nel 1998. Nel gennaio 2002 è inviato presso il nuovo governo afghano dopo la caduta dei talebani, e confermato nell’ottobre 2004 in Pakistan. L’8 gennaio infine la nomina ad ambasciatore in Iraq e l’insediamento a fine marzo. Quando è arrivato a Baghdad per sostituire Zalmay Khalizaid, nuovo ambasciatore all’Onu, il personale diplomatico si è accorto subito della differenza: la spontaneità e la fierezza del predecessore sono state sostituite da calma, pragmatismo e intensità di Crocker, che si concede di rado all’ironia, e dispensa misurate perle di humour velatamente sarcastico. Appena insediato ha avviando una revisione strutturale e logistica dei dipartimenti, che ha segnato l’inizio di una gestione innovativa. Il consueto briefing settimanale con il generale David Petraeus, capo delle Forze Usa in Iraq, e con altri funzionari, si svolge di corsa, per sei chilometri nella Zona Verde, durante i quali si parla di strategie e coordinamento, unendo utile e dilettevole. Del resto la passione per la maratona ha contribuito a rafforzarne l’immagine di legionario della diplomazia: una volta mentre si trovava all’aeroporto di Reykjavik, in Islanda, per una coincidenza aerea, lesse un manifesto con la pubblicità di una maratona cittadina. Si fece cambiare il biglietto e partecipò alla gara con un ottimo tempo: ”3 ore, 18 minuti, 25 secondi” [...] Successi da maratoneta hanno contraddistinto anche la carriera: a Islamabad ha riscosso l’ammirazione delle autorità centrali per aver aiutato il governo pakistano in quel momento al centro delle critiche per l’incapacità di fronteggiare le concentrazioni di talebani presso i confini. Nel 2001 condusse incontri riservati con le autorità dell’Iran, per assicurare che il confinante Afghanistan rimanesse stabile dopo il rovesciamento dei taleban: ottenne il rispetto del negoziatore di Teheran che lo definì un ”eccellente professionista”. [...] Se il Segretario di Stato, Condoleezza Rice, lo ha scelto per guidare la sede di Baghdad dopo l’uscita di Khalizad ciò si deve non solo al pedigree mediorientale, l’essere un poliglotta e la determinazione da maratoneta ma anche in quanto proprio sull’Iraq Crocker ha dimostrato di avere fiuto. L’episodio-chiave risale al 2003, alla vigilia della guerra, quando l’ambasciatore si fece avanti con l’allora Segretario di Stato Colin Powell ammonendolo senza troppe remore sul rischio che la deposizione di Saddam potesse scatenare una guerra fra sunniti e sciiti. La previsione si è puntualmente avverata e Crocker è stato chiamato a gestirla, in omaggio a un carattere d’acciaio che non diventa remissivo neanche di fronte al presidente degli Stati Uniti» (Francesco Semprini, ”La Stampa” 28/5/2007).