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 2007  maggio 26 Sabato calendario

Il 27 dicembre del 1944 Guglielmo Giannini fondò il settimanale "L´Uomo qualunque", che ebbe come insegna un omino inerme schiacciato da un torchio

Il 27 dicembre del 1944 Guglielmo Giannini fondò il settimanale "L´Uomo qualunque", che ebbe come insegna un omino inerme schiacciato da un torchio. Il primo numero tirò 25 mila copie ma appena cinque mesi dopo, nel maggio del ´45, era già arrivato a 850 mila. Lo scopo del settimanale era di dar voce all´uomo della strada contro i partiti di qualunque colore, contro lo Stato, contro il centralismo, ovviamente contro il comunismo e contro "gli antifascisti di professione". Il 21 giugno di quello stesso anno nasce il governo presieduto da Ferruccio Parri che per Giannini diventò il bersaglio numero uno. Lo scontro aumentò il successo del settimanale. Sotto la spinta d´un vento così favorevole Giannini fondò il partito dell´Uomo qualunque; si aprirono sedi in tutta Italia, il giornale superò il milione di copie, fu tenuto a Roma il congresso di fondazione. Il programma approvato all´unanimità «concepisce lo Stato come semplice ente amministrativo e non politico. Lo Stato deve essere presente il meno possibile nella società. L´economia deve essere lasciata totalmente ai privati in un sistema totalmente liberista». I punti cardine del partito enumerati nel programma erano: Lotta al comunismo. Lotta al capitalismo della grande industria. Propugnazione del liberismo economico individuale. Limitazione del prelievo fiscale. Negazione della presenza dello Stato nella vita sociale del Paese. Il 2 giugno del ´46 «L´Uomo qualunque» si presentò alle elezioni per l´Assemblea Costituente, ottenendo 1.211.956 voti, pari al 5,3 per cento, diventando il quinto partito italiano dopo la Dc, i socialisti, il Pci e l´Unione Democratica Nazionale di Croce, Orlando, Nitti. Ebbe 30 deputati. Nel ´47, quando De Gasperi ruppe con le sinistre, l´Uomo qualunque appoggiò il governo centrista, ma questo fu l´inizio della sua fine. I qualunquisti finirono per confluire nel Partito monarchico e nel neonato Movimento sociale. Fino al 1947 il giornale e il partito ricevettero sostegno finanziario dalle associazioni agrarie meridionali e dalla Confindustria.