Antonella Baccaro, Corriere della Sera 19/5/2007, 19 maggio 2007
ROMA – Si chiama «esuberi zero» la carta segreta di Aeroflot. La compagnia russa in cordata con Unicredit per acquistare Alitalia, finora il concorrente cui sono state attribuite minori chance di vittoria, avrebbe presentato invece l’offerta più convincente
ROMA – Si chiama «esuberi zero» la carta segreta di Aeroflot. La compagnia russa in cordata con Unicredit per acquistare Alitalia, finora il concorrente cui sono state attribuite minori chance di vittoria, avrebbe presentato invece l’offerta più convincente. Una ragione d’imbarazzo per il governo che, malgrado le dichiarazioni di «neutralità» del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, propenderebbe per un’aggregazione tra AirOne, sostenuta da Intesa-Sanpaolo, e Tpg-Matlin-Mediobanca. Nel dettaglio l’offerta di Aeroflot- Unicredit prevederebbe il pagamento di ben 0,70 euro per azione e 0,30 circa per le obbligazioni, più una ricapitalizzazione da mezzo miliardo, per un impegno complessivo di circa un miliardo e 300 milioni. Si tratterebbe dell’offerta più elevata rispetto ai circa 900 milioni di euro complessivi di AirOne e ai circa mille di Tpg, totalmente in aumento di capitale. Ma non basta. L’asso nella manica della compagnia di Vladimir Putin sarebbe nel mantenimento del livello occupazionale: zero esuberi, sarebbe scritto nell’offerta. A fronte dei circa 2.500 della compagnia di Carlo Toto e dei 2 mila di Tpg. Inoltre Aeroflot avrebbe rinunciato a riportare il bilancio quantomeno in pareggio nei prossimi cinque anni, a differenza degli altri due concorrenti. Questo significa che il vettore prevede di bruciare molto denaro senza ritorno, se non quello, probabilmente, di penetrare nel mercato europeo. L’entità dell’offerta di Aeroflot va considerata anche alla luce dell’Opa (offerta pubblica di acquisto) che i concorrenti sono obbligati a fare sul resto delle azioni, almeno fino a quando non cambieranno le condizioni. Poiché il prezzo dei titoli da acquistare sarà dato dalla media tra il prezzo medio determinatosi in Borsa negli ultimi 12 mesi e il prezzo offerto dal concorrente, partire da 0,70 è una buona garanzia d’incasso. A conferma di tutto, la notizia, emersa ieri dai circoli bancari russi, che la compagnia starebbe cercando un prestito a lungo termine presso i maggiori istituti internazionali per una somma tra i 500 e i 900 milioni di euro per Alitalia. Insomma per il governo è un problema escludere Aeroflot. L’unica motivazione resta al momento la mancanza del requisito dell’italianità necessario per non perdere i diritti di volo. Per lo stesso motivo dovrebbe essere esclusa però anche Tpg. Ma i russi sarebbero automaticamente fuori se Tpg si accordasse con AirOne, che ieri ha reso noto di aver affidato l’incarico per la due diligence di Alitalia alla società Price Waterhouse Coopers. E i sindacati? Continuano a fare sciopero «bianco». Anche ieri sono stati annullati numerosi voli mentre il titolo perdeva lo 0,61%. Il responsabile del trasporto aereo della Fit-Cisl, Claudio Genovesi, fa sapere che «i lavoratori non subiranno passivamente decisioni imposte». Di qui la richiesta di «un incontro urgente al massimo livello con azionista ed azienda». Che il governo ha già in mente di accordare nei prossimi giorni.