Mario Monti, Corriere della Sera 22/5/2007, pagina 1., 22 maggio 2007
SONO I TECNICI I VERI POLITICI
Corriere della Sera, martedì 22 maggio
Il ministro dell’ Economia, Tommaso Padoa- Schioppa, è impegnato in un duro confronto con diverse forze della maggioranza che gli chiedono un atteggiamento meno rigido sulle pensioni, sugli statali, sul "tesoretto". "Meno tecnica e più politica" si vuole da lui. paradossale che questo avvenga proprio mentre divampa il dibattito sulla "crisi della politica", che rischierebbe - secondo autorevoli personalità di governo - di travolgere la classe politica, come negli anni Novanta. Non si accorgono, i critici del ministro dell’ Economia, che egli sta difendendo il ruolo della politica, mentre sono essi a comportarsi da tecnici. Sì, da esperti in "tecniche di sopravvivenza", applicate al governo. Padoa-Schioppa cerca di evitare che la credibilità complessiva del governo vada in pezzi, dopo molti arretramenti e rinvii su importanti punti programmatici; cerca di orientare le decisioni del governo al rispetto delle generazioni future. Credibilità e impegno per il futuro sono l’ essenza stessa della politica. Se mancano, è difficile che i cittadini non disprezzino i politici. Ma per i tecnici della sopravvivenza, che si ritengono politici, contano di più i risultati delle prossime elezioni amministrative e la rigida tutela conservatrice degli interessi di categoria dei propri elettori. Si deve sperare che le componenti della maggioranza, che si dicono riformiste, non attenuino proprio ora il loro appoggio a decisioni che sono essenziali per non far impallidire del tutto l’ affaticato e tenue messaggio riformista del governo Prodi. E si deve sperare che la sinistra radicale, in un Paese in cui tanto di radicale deve essere fatto davvero per eliminare i privilegi che soffocano il merito, diriga le sue giuste lotte per la tutela dei deboli a favore di coloro che sono i più deboli di tutti: i giovani, gli esclusi, i non tutelati. La "ragion politica" dirà che bisogna evitare a tutti i costi lo sciopero generale. In effetti, il 6 luglio 1970 il governo Rumor si dimise dopo la proclamazione di uno sciopero generale unitario contro il governo. Ma l’ Italia di oggi è ancora una democrazia così debole e così consociativa? Il governo Prodi non ha ottenuto i maggiori consensi quando ha cercato di voltare pagina, di interpretare gli interessi del cittadino-consumatore? Sempre la "ragion politica" dirà che, se prevarranno le posizioni del ministro dell’ Economia, potrebbe cadere il governo. E allora? I costi della politica, le radici dell’ impazienza e forse domani della rivolta contro i politici, non sono solo quelli messi in luce con forza nel libro "La casta" da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Sono anche, e forse soprattutto, i costi del non decidere, del decidere a vantaggio delle corporazioni, del decidere contro i giovani. Tanti cittadini, la società civile, sembrano dire: "Basta governi tecnici"! La tecnica della sopravvivenza dovrebbe lasciare più spazio alla politica, quella che interpreta i bisogni della generalità dei cittadini, compresi quelli che ancora non votano o non sono ancora nati.
Mario Monti