Varie, 25 maggio 2007
INNOCENZI Fabio
INNOCENZI Fabio Verona 25 marzo 1961. Banchiere. Dal novembre 2011 ad di Ubs Italia Spa. Dal 1° luglio 2007 al dicembre 2008 consigliere delegato del Banco Popolare, poi responsabile per le banche del Nord-Est di Intesa Sanpaolo • «[...] Il cammino di Innocenzi è già di per sé molto significativo e di “tendenza”: con lui hanno vissuto una più o meno rapida ascesa nel credito manager giovani e talvolta provenienti dal risparmio gestito. Lui la carriera la percorre quasi interamente in Unicredit: dai primi passi nell’ufficio studi fino (nel maggio 2000) alla carica di amministratore delegato di Pioneer sgr, appena acquisita negli Stati Uniti. Quando nel luglio 2001 lo chiama Carlo Fratta Pasini, più o meno suo coetaneo (ha cinque anni in più), avvocato e presidente del gruppo Banca popolare di Verona, si è subito pensato si trattasse di una mossa pro-aggregazioni: Innocenzi, banchiere estraneo al mondo delle Popolari e ai loro “localismi” avrebbe forse favorito l’unione fra le cooperative auspicato da Banca d’Italia. E in effetti le rapide nozze fra la Verona (che ha per advisor Morgan Stanley) e la Novara (“consigliata” da Mediobanca) sembra accreditare questa interpretazione. Si tratta del matrimonio che ha segnato l’affermazione di Innocenzi e, con il tempo, probabilmente quello che ne segnerà la fine. Perché con l’unione la nuova banca diventa l’azionista di riferimento (con il 30%) di Italease, istituto sul quale il giovane banchiere “investe” non poco, impegnandosi tra l’altro a fondo nella governance. Quando scoppia lo scandalo e Bankitalia, dopo una lunga ispezione, nel luglio 2007 azzera il board di Italease, esce anche Innocenzi, che [...] nell’ottobre 2008 è incluso fra gli indagati nell’ambito di una nuova indagine sul tracollo della società. Ma il caso Italease, se è il più evidente, non è il solo ad aver alimentato malcontento nei confronti del top manager da parte di alcuni soci: la banca nel frattempo si unisce alla Popolare Lodi in un matrimonio che alcuni giudicano più forzato che perseguito con volontà fino in fondo. Fatto sta che Innocenzi “soffia” alla Bpm la banca che è stata di Gianpiero Fiorani. E nell’aprile 2008, di fronte a una riduzione dell’utile atteso per il 2007, il presidente del consiglio di sorveglianza Carlo Fratta Pasini difende il consigliere delegato dicendo: non si tocca. Solo che i risultati dei nove mesi 2008 segnano ancora un punto pesante contro Innocenzi, perché il calo dell’utile del 6% è sottolineato da svalutazioni su Lehman e banche islandesi. I bassi coefficienti patrimoniali, il caso Italease e i tracolli in Borsa, le operazioni sulla finanza che non piacciono. E per il manager si chiudono le porte della banca» (Sergio Bocconi, “Corriere della Sera” 8/12/2008).