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 2007  maggio 23 Mercoledì calendario

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

PARIGI – Apertura sociale e rinnovamento, aveva promesso Sarkozy. E così è stato. Il governo è formato da transfughi socialisti, sette donne, cinque debuttanti. Una squadra snella (15 ministri e 4 sottosegretari, un alto commissario, oltre al premier François Fillon), età media 52 anni. I più giovani Valérie Pécresse, 39 anni, ex portavoce dell’Ump, che va al ministero della Ricerca scientifica, Rachida Dati, 41 anni, origini maghrebine, ex portavoce di Sarkozy, alla Giustizia e Xavier Bertrand, 42 anni, ministro del Lavoro, al quale la Francia deve il divieto di fumo nei locali pubblici.
Il più vecchio, 67 anni, è Bernard Kouchner. Sul mediatizzato arrivo al Quai d’Orsay si è abbattuta la reazione del Ps che annuncia l’espulsione del «traditore». Non saranno espulse, non essendo iscritte, altre personalità della sinistra chiamate al governo, ma è evidente l’irritazione nei riguardi di Eric Besson, ex responsabile del programma economico di Ségolène Royal, passato al nemico alla vigilia del voto e oggi incaricato, come sottosegretario, di sovrintendere all’attuazione delle politiche pubbliche. Non meno irritante, sul piano personale, la nomina di Jean-Pierre Jouyet a sottosegretario agli Affari europei: un indipendente, ma compagno di studi e amico della coppia Hollande-Royal.
«La presenza nel governo di Sarkozy di questi transfughi è la ricompensa alla mancanza di morale politica», dice François Hollande, segretario socialista. «Kouchner da ora è fuori dal partito», aggiunge. Al di là delle reazioni (il deputato Vincent Peillon parla di comportamento «miserabile») è palpabile il disorientamento nella sinistra, presa in contropiede nel momento in cui si prepara a serrare i ranghi in vista delle legislative del mese prossimo.
Oltre all’ingaggio di esponenti della sinistra, sorprende la nomina di Hervé Morin in un ministero strategico come la Difesa; 45 anni, Morin, alla prima esperienza da ministro, è stato fino al primo turno delle presidenziali un fedelissimo del centrista François Bayrou.
Suscita un altro genere di polemiche il ministero creato ex novo e affidato a Brice Hortefeux, amico intimo di Sarkozy dall’inizio della carriera del presidente. Si tratta del ministero dell’Immigrazione, dell’Integrazione e dell’Identità nazionale che assorbe anche alcune funzioni dei ministeri degli Interni, degli Esteri, della Giustizia, del Lavoro per quanto riguarda visti, controllo frontiere, espulsioni, matrimoni misti. Un superministero in pratica costruito in funzione di una problematica e aspramente criticato in campagna elettorale proprio da Bernard Kouchner.
I l governo d e l l ’ e r a Sarkozy nasce all’insegna della parità assoluta uomo- donna (un record nella storia francese), della razionalità delle competenze, dell’attento dosaggio di volti nuovi, fedelissimi del presidente, componenti sociali e culturali diverse (da Christine Boutin, la Binetti francese alla maghrebina Rachida Dati, di cui si è detto) e «elefanti» di sicura esperienza ma estranei al «clan» Sarkozy.
Il numero due è Alain Juppé, ex delfino di Chirac, che assume la responsabilità dell’Ecologia, dell’Energia e dello Sviluppo sostenibile, partita che Sarkozy considera prioritaria nell’azione di governo.
Per Juppé, ex primo ministro, è una sorta di riconoscimento dopo due anni di esilio in seguito allo scandalo degli impieghi fittizi al municipio di Parigi. In realtà, un «affaire» dell’ex presidente Chirac pagato a caro prezzo dall’aspirante delfino.
Giocando sul cognome («jupe», senza accento e con una sola «p», significa gonna), si dice che questo è un governo in jupe, per l’alta presenza femminile. Un posto chiave ottiene anche Michèle Alliot-Marie, personalità storica del gollismo ortodosso, che passa dalla Difesa agli Interni. Altro ministero chiave quello dell’Economia e delle Finanze, affidato al radicale Jean-Louis Borloo. Da questo ministero sono stati scorporati Budget, Funzione pubblica e Conti pubblici: una responsabilità che ricade su Eric Woerth, ex tesoriere dell’Ump, alla prima esperienza.
Grande sorpresa infine per la nomina di Martin Hirsch, responsabile di Emmaüs ed erede dell’Abbé Pierre, ad alto commissario per la Lotta alla povertà.
In pratica è la quadratura del cerchio per quanto riguarda correnti, aspirazioni e famiglie politiche ed è una sorta di governo di unità nazionale al servizio del programma e del ritmo che vorrà imporre il neopresidente francese. Ritmo per ora infernale: annunciato alle 10, il governo si era già riunito alle 16.
Nel frattempo, confermando l’intenzione di essere un presidente che governa, Sarkozy è volato a Tolosa per affrontare di petto il dossier Airbus e pranzare in mensa con gli operai.
L’altro ieri ha trovato il tempo per fare un po’ di jogging. Oggi raggiunge la first lady nella residenza presidenziale estiva, il forte di Bréçanson, nella baia di Tolone. Lo stile americano comprende anche la sacralità del week-end.