Fabio Pozzo, La Stampa /5/2007, 25 maggio 2007
Non ho problemi finanziari. Vendo per altri motivi». Luca Bassani Antivari, ex Bticino, oggi patron dell’azienda monegasca Wally Yachts, un marchio del design che dal 1993 ha rivoluzionato la nautica (timonano le sue barche, a vela e a motore, tra gli altri, Marco Tronchetti Provera, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, Ernesto Gismondi, Thomas Bscoer, Lindsay Owen-Jones, Simon Fray, Claus-Peter Offen, Domenico De Sole, Jean-Charles Decaux, Galeazzo Pecori Girali
Non ho problemi finanziari. Vendo per altri motivi». Luca Bassani Antivari, ex Bticino, oggi patron dell’azienda monegasca Wally Yachts, un marchio del design che dal 1993 ha rivoluzionato la nautica (timonano le sue barche, a vela e a motore, tra gli altri, Marco Tronchetti Provera, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, Ernesto Gismondi, Thomas Bscoer, Lindsay Owen-Jones, Simon Fray, Claus-Peter Offen, Domenico De Sole, Jean-Charles Decaux, Galeazzo Pecori Girali...), sorride alle voci che, a fronte della sua decisione di cedere quote dell’azienda e alcune proprietà, come la villa di Portofino, lo vorrebbero in difficoltà. «Sono soltanto coincidenze. Non ho nulla da nascondere», assicura. Incominciamo dalla Wally Yachts? «La mia decisione di cedere coincide con l’esigenza di far compiere all’azienda, che ha raggiunto i 50 milioni di fatturato, un salto di qualità e di dimensioni. Ho fatto i conti, da solo non ce la posso fare. L’espansione ha bisogno di nuovo capitale e di management. Che fare? Ho escluso piazza Affari, perché non è la miglior soluzione per me. Non vedo nemmeno come alternativa l’apertura ai fondi d’investimento: ho bisogno di manager, non soltanto di denari. Non potevo, dunque, che cercare un partner con il quale far crescere la mia impresa». Si è detto di un interessamento da parte di Aicon, il cantiere del messinese Lino Siclari... «Quando ho deciso di vendere quote di Wally mi sono mosso in modo molto discreto. Evidentemente, qualcuno tra i primi contatti che ho avuto ha passato parola. Adesso, c’è la fila. Non era questo, vendere la mia azienda all’asta, quello che volevo. Sono io che devo scegliere». Quali sono le ragioni del salto di qualità e dimensioni che si figura per Wally? «Il marchio ha potenzialità enormi e voglio sfruttarle al meglio. Oltre alla vela, che resta il mio primo amore, c’è il settore del motore, che sta crescendo, che raddoppia di anno in anno. Ma penso anche ad un’operazione di brand exstension, che abbiamo già avviato con la produzione di sci. Modelli unici, che abbiamo sviluppato noi. Il mercato si aspetta grandi cose da Wally, anche al di fuori della nautica, purché mantenga la sua peculiarità, cioè la natura innovativa dei suoi prodotti». Lei, però, ha anche venduto di recente al gruppo Camuzzi il cantiere Wally Magic di Biserta. Non è una contraddizione, in un’ottica di espansione di Wally nella nautica? «No, non lo è. Nell’ottobre scorso, quando ho venduto in Tunisia, avevo già in mente d’ingrandirmi e volevo uscire da questo investimento». E’ in vendita anche la sua villa di Portofino. Si dice sia sul mercato per 50 milioni, l’ha vista anche Piersilvio Berlusconi. «Ho 50 anni, da 49 frequento il borgo e non mi ci trovo più. E’ cambiato troppo, in tutti questi anni. Mi annoia. La casa mi piace molto, se potessi la sposterei altrove... L’ho messa sul mercato in modo molto discreto, ma anche in questo caso la notizia si è diffusa...». La coincidenza di queste vendite ha evidentemente dato la stura all’ipotesi di sue presunte difficoltà finanziarie. Tanto che qualcuno si è anche ricordato dei suoi rapporti con Gianpiero Fiorani, l’ex numero uno di Bpi, immaginando contraccolpi. «Io Fiorani non l’ho mai incontrato. Il mio nome e quello di mio fratello sono stati collegati a quest’ultimo per la vendita della banca di famiglia (Adamas, ndr.). Poi, di noi non si è più parlato». Luca Bassani, dunque, naviga un buone acque. «Chi naviga in acque cattive non credo proprio che si muova come sto facendo io». Stampa Articolo