www.corriere.it 25 maggio 07, 25 maggio 2007
Barbara Cicioni, 33 anni. Bel viso, pelle chiara e capelli scuri, allegra e ottimista, sposata con Roberto Spaccino, mamma di due ragazzini di 8 e 4 anni, tra un mese avrebbe dato alla luce la sua terza bimba
Barbara Cicioni, 33 anni. Bel viso, pelle chiara e capelli scuri, allegra e ottimista, sposata con Roberto Spaccino, mamma di due ragazzini di 8 e 4 anni, tra un mese avrebbe dato alla luce la sua terza bimba. La famigliola viveva in una villetta di due piani tra le colline umbre, tutto intorno le case di cugini, zii e parenti vari. Giovedì sera lo Spaccino uscì come d’abitudine verso le 11 per andare ad avviare le macchine della lavanderia, la Cicioni quella volta non lo accompagnò perché il pancione e il caldo cominciavano a pesarle, «vai tu che io mi riposo», e così restò in casa coi figli addormentati. Dopo pochi minuti qualcuno forzando le persiane della porta finestra si intrufolò nella villetta, picchiò la donna, la soffocò con un cuscino, rovistò dappertutto fino a scovare tra la biancheria le chiavi della cassaforte, si mise in tasca 1.500 euro e sparì nel nulla. Il marito, rientrando in casa verso mezzanotte e mezza, trovò la moglie a faccia in giù sul pavimento della camera nuziale, indosso una vestaglia, il volto pieno di lividi, una ferita insanguinata sulla testa. Nella stessa villetta i ladri, due mesi prima, sempre di notte, avevano portato via 7 mila euro mentre l’intera famigliola dormiva, quella volta il suocero aveva almeno sentito il cane abbaiare, stavolta il cane non ha fiatato ma un cugino, verso mezzanotte, ha sentito una macchina che sgommava. Nottata tra giovedì e venerdì in un casolare di campagna a Vocabolo Monte Stradello, vicino Marsciano, in provincia di Perugia, «un posto dove non succede mai nulla» tanto che la gente lascia d’abitudine aperta la porta di casa.