Antonella Baccaro, Corriere della Sera 24/5/2007, 24 maggio 2007
ROMA – Alitalia verso la ricapitalizzazione. Ieri, mentre la protesta degli assistenti di volo proseguiva con la cancellazione di 36 voli, il consiglio d’amministrazione ha approvato il bilancio 2006 che ha registrato perdite per 626 milioni di euro, anche per effetto della svalutazione del valore della flotta per 197 milioni
ROMA – Alitalia verso la ricapitalizzazione. Ieri, mentre la protesta degli assistenti di volo proseguiva con la cancellazione di 36 voli, il consiglio d’amministrazione ha approvato il bilancio 2006 che ha registrato perdite per 626 milioni di euro, anche per effetto della svalutazione del valore della flotta per 197 milioni. Il «rosso», sommato a quello emerso nel primo trimestre 2007 pari a 147 milioni di euro, porta le perdite a 773 milioni, superiori al terzo del capitale (1.297 milioni). Il livello di liquidità, ridotto di 405 milioni in un anno, risulta sufficiente per i prossimi 12 mesi. Si determina così, in base all’articolo 2446 del Codice civile, l’obbligo di ricapitalizzare se entro l’anno la perdita non dovesse ridursi a meno del terzo del capitale. Per gli «opportuni provvedimenti» è stata convocata un’assemblea straordinaria per il 26 giugno. bene chiarire che ai fini della procedura di gara non cambia nulla: ai concorrenti resta l’obbligo di lanciare l’Opa (offerta pubblica d’acquisto) sulle azioni residue una volta che avranno comprato dal 39,9% al 49,9% dei titoli dal Tesoro. Ma se a ricapitalizzare dovrà essere il prossimo proprietario di Alitalia è possibile che le nuove offerte, quelle vincolanti, tengano conto della novità. Il risultato negativo viene attribuito per 429 milioni all’aumento del prezzo del carburante (+16% sul 2005); alla «fortissima crescita della pressione dei vettori low cost» sul domestico e internazionale (+40%); alla conflittualità sindacale che avrebbe procurato perdite di 100 milioni di euro; alla mancata riduzione dei costi (soltanto 5 milioni in meno) addebitati all’incompleta implementazione del piano Cimoli. Infine c’è la svalutazione della flotta: un atto resosi necessario ora che la gara procede verso la fine, affidato a una società indipendente e a un docente di finanza italiano, che ha coinvolto i 109 aerei in proprietà. Di questi ne sarebbero stati svalutati solo 50, probabilmente i B777 e B767. Tornando ai risultati va segnalato un aumento dei ricavi del traffico del 3,7% e un risultato operativo negativo per 465 milioni. Deludente l’evoluzione del traffico con un coefficiente di riempimento cresciuto del 2,1% (al 73,6%) e un aumento del provento unitario pari allo 0,2%. La prevedibile evoluzione della gestione va verso un «risultato operativo in miglioramento». Ma si sottolinea che se le agitazioni sindacali in corso dovessero continuare, tale previsione potrebbe essere riconsiderata. La gara intanto procede. Oggi i tre concorrenti potranno avere accesso alla data room e avranno tempo fino al 2 luglio per formulare le offerte vincolanti. La compagnia russa Aeroflot, in gara con Unicredit, ha fatto sapere di aver ottenuto i necessari finanziamenti da banche occidentali e che, nel proprio piano, intende avvalersi dei Superjet della Sukhoi, realizzati insieme con l’italiana Alenia. C’è infine una coda polemica della decisione del Tesoro di vendere tutta la propria quota: il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, non la condividerebbe. Proprio Bianchi ha convocato i sindacati per il 29 maggio. E il consiglio dei ministri ha considerato un «fatto grave» le agitazioni nella fase di privatizzazioni. Ma per le sigle in rivolta non basta: serve anche un confronto a Palazzo Chigi.