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 2007  maggio 24 Giovedì calendario

DAL NOSTRO INVIATO

NEW YORK – Dinosauri animati dappertutto. Opera di Patrick Marsh, il mago degli effetti speciali degli Universal Studios: le ultime reincarnazioni di King Kong e dello Squalo cinematografico sono opera sua. Ken Ham, il fondatore del nuovo museo del creazionismo che verrà inaugurato alla fine di questa settimana a Petersburg, in Kentucky, osserva soddisfatto le sue creature. E, davanti alle telecamere, commenta: «Sono animali straordinari, che affascinano i bambini. Per anni i dinosauri sono stati usati dagli evoluzionisti per propagandare la loro causa. Ora tocca a noi».
Negli Stati Uniti patria della scienza, ma anche dell’integralismo cristiano che contesta Darwin, il creazionismo (l’ipotesi che attribuisce l’origine dell’umanità all’opera di Dio come è descritta nella Bibbia) ha sempre trovato un terreno fertile: ancora oggi oltre la metà degli americani non crede all’evoluzione, mentre un terzo considera la Genesi non una rappresentazione allegorica della realtà, ma una verità da interpretare alla lettera. Per anni i tentativi dei creazionisti di affiancare all’insegnamento di Darwin quello del cosiddetto «disegno intelligente» hanno portato lo scompiglio nei programmi scolastici di vari Stati conservatori. La controffensiva del mondo scientifico e l’intervento della magistratura in nome della separazione fra Stato e Chiesa, hanno poi, in genere, riportato l’insegnamento della biologia sui binari tradizionali. Ma i creazionisti hanno spesso reagito ritirando i loro figli dalle scuole e moltiplicando libri e luoghi – musei o parchi tematici – dedicati alla loro causa.
Dai grandi dinosauri d’acciaio di Palm Springs in California al Creation Studies Institute di Fort Lauderdale, in Florida, sono ormai una decina i centri dedicati a questa causa. Ma nessuno ha le dimensioni, la raffinatezza tecnologica e la suggestione del museo che verrà inaugurato sabato, nel weekend del «Memorial Day».
La struttura realizzata da Ham ci porta in un mondo che non è vecchio di milioni di anni, come sostiene qualunque scienziato, ma che è stato creato da Dio appena 6000 anni fa. Nei diorami i dinosauri convivono tranquillamente con l’uomo e vengono messi in salvo da Noè sulla sua arca, insieme a tutti gli altri animali. Con un sorriso mascherato a stento, i giornalisti chiedono a Ham come abbia fatto Noè ad evitare una strage di animali ad opera dei tirannosauri, ma il presidente del museo – un 55enne australiano con un filo di barba alla Abramo Lincoln – prende la domanda molto sul serio: «Quesito interessante: prima del peccato originale gli animali non erano feroci. Probabilmente anche dopo i dinosauri hanno continuato per un po’ ad essere erbivori».
Mark Looy, il portavoce del museo e di «Answers in Genesis» (Risposte nella Genesi), l’organizzazione evangelica che lo ha realizzato, è un attivista che non vive certamente fuori dal mondo: si rende conto che alcuni aspetti della ricostruzione – come la convivenza di uomini e dinosauri – rischiano di essere controproducenti, visto che lasciano perplessi anche molti cristiani conservatori. «D’altra parte – avverte ”, una lettura corretta della Bibbia, i sei giorni della Creazione, porta esattamente a questo. Se rinunciamo ad un’interpretazione ortodossa, tirando la Genesi di qua e di là a seconda delle convenienze, non ci sarà più limite alle forzature».
Un concetto che i creazionisti, furiosi con i cattolici per le loro aperture sul darwinismo, hanno tradotto in un «diorama» destinato a suscitare polemiche: Nel primo quadro due teenager parlano, in chiesa, con un sacerdote che accetta l’evoluzionismo. Nella seconda scena la ragazza, tornata a casa, si mette in contatto con un’organizzazione abortista, mentre il fratello guarda un video porno. Il messaggio degli integralisti è fin troppo chiaro: senza lo scudo di un’interpretazione rigorosa della Bibbia, non c’è modo di difendere i giovani dai mali della società.
«Questa roba è pericolosa per la società più di quanto lo sia il fumo per la salute» commenta Clark Stevens direttore della Campagna per la difesa della Costituzione, un’organizzazione che vuole tutelare il contenuto scientifico dell’istruzione scolastica. Molti gruppi che la pensano nello stesso modo si apprestano a manifestare contro l’apertura del museo, un’opera da 27 milioni di dollari totalmente finanziata da donazioni. Ma molti, anche nel fronte progressista, sono contrari a divieti e ostracismi. Del resto è difficile mettere al bando una visione che, benché respinta dalla scienza, è condivisa da Brownback, Huckabee e Tancredo, tre dei sette candidati repubblicani alla Casa Bianca.