Luigi Bignami, la Repubblica 24/5/2007, pagina 32, 24 maggio 2007
Meraviglia nel mondo scientifico per via di una femmina di squalo martello che ha partorito un piccolo senza essersi accoppiata con un maschio
Meraviglia nel mondo scientifico per via di una femmina di squalo martello che ha partorito un piccolo senza essersi accoppiata con un maschio. L’animale viveva infatti da tre anni, con altre tre femmine, in un acquario dello Zoo Henry Doorly nel Nebraska, Usa. In principio gli studiosi avevano ipotizzato che avesse trattenuto un po’ di sperma da un precedente accoppiamento in mare, mantenendolo vitale per oltre tre anni. Poiché la spiegazione sembrava troppo forzata, si è deciso di analizzare il Dna del piccolo nato in cattività: con sorpresa, i ricercatori della Queen’s University di Belfast e dell’istituto Guy Harvey della Florida hanno accertato che non possedeva la minima traccia di geni paterni. Dunque la madre s’era riprodotta per partenogenesi, ossia per produzione di cellule embrionali che fondendosi tra loro hanno combinato il cromosoma della sola femmina, senza bisogno dei cromosomi maschili. Paulo Prodohl, che ha seguito le ricerche: «La scoperta è strabiliante perché si era sempre creduto che gli squali si riproducessero soltanto sessualmente e che l’embrione ricevesse il proprio Dna da entrambi i genitori, come succede per i mammiferi. A questo punto, però, si può dire che i mammiferi risultano gli unici nel gruppo dei vertebrati nei quali questa forma di riproduzione non è stata osservata». Secondo gli scienziati, le femmine di squalo, trovando difficoltà a incontrare maschi con cui accoppiarsi visto il gran numero di esemplari uccisi dalla pesca, si sarrebbero "inventate" la partenogenesi per mantenere costante il numero di figli.