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 2007  maggio 24 Giovedì calendario

Matvienko Valentina

• Shepetovka (Ucraina) 7 aprile 1949. Politico. Governatrice di San Pietroburgo • «[...] ”erede di Putin” [...] La sua immagine, secondo Andrej Kolesnikov di ”Gazeta”, è perfetta: leale al preside Vladimir Putin, priva di idee politiche proprie. Ma, soprattutto, ha un’immagine che la contraddistingue dai grigi maschi putiniani. Taglio corto, cotonato con mèche, da tre ore di parrucchiere, occhio leggermente a mandorla reduce da un accurato lifting, tailleurini color pastello, Matvienko non si fa intimidire dall’essere l’unica donna tra i vertici russi. [...] non ha paura di mettersi in tutina rosa e ginocchiere sui pattini per inaugurare una pista di roller, con la sicurezza di chi è abituato a sguardi di apprezzamento. In Russia un’abbondante taglia 48 non è mai stata un motivo per mettersi a dieta, e chi ha conosciuto la signora negli anni Settanta, quando faceva carriera nel Komsomol, ha uno sguardo sognante al ricordo delle baldorie che all’epoca i giovani comunisti non si negavano. Una donna presidente in uno dei paesi più maschilisti del mondo? Nell’epoca delle Ségolène, delle Hillary [...] anche in Russia suona meno assurdo [...] A condizione che non sia una liberale magrissima come la candidata alle presidenziali del 2004, Irina Khakamada, né una burocrate informe come la vicepresidente della Duma, Lubov Sliska. Valentina è perfetta: non è una femminista, nonostante una carriera invidiabile. Nata in Ucraina, ha scalato i ranghi della nomenclatura fino a conseguire un successo più unico che raro: ambasciatrice dell’ex Unione Sovietica, prima a Malta e poi in Grecia. Non è comunista, anche se ha fatto l’Accademia del Pcus ed è diventata famosa quando Primakov l’ha voluta nel suo governo nel 1998. Le è toccato un compito ingrato, vicepremier per gli Affari sociali, ma sguarsi è trovata a suo agio a consolare vedove, trattare con i sindacati di minatori ed elargire sussidi per madri single. Compassionevole, ma mai lacrimosa, semmai pratica, ha tamponato il disastro che nel 2000 Putin ha procurato ignorando la tragedia del Kursk. Anche a San Pietroburgo si è presentata con un look tra mamma e manager, decisionale e protettiva, moderna e autoritaria, facendosi perdonare le origini umili di scalatrice sociale di provincia. Inaugura monumenti e accudisce vecchiette, costruisce strade e organizza la via mondana della città, sorride e ogni tanto sgrida, vende per beneficenza i suoi ricami e progetta grattacieli. Nessuno ha sentito parlare del signor Matvienko, ma tutti conoscono il figlio Serghej, [...] scapestrato, vicepresidente di una delle maggiori banche russe che scarrozza in Ferrari. Cosa ci potrebbe essere di meglio di una presidentessa così, dopo otto anni del supermacho Putin? Valentina non ha una sola idea politica e se qualcuno le parlasse di destra o sinistra probabilmente si guarderebbe le mani. Rischiò un giudizio politico una volta soltanto, quando si disse contraria all’’esperimento repubblicano”: ”Noi russi abbiamo bisogno di un signore, di uno zar, di un presidente”. Se il problema di Putin è costruirsi una monarchia ereditaria, Valentina è perfetta. [...]» (’Il Foglio” 23/5/2007).