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 2007  maggio 24 Giovedì calendario

DESS Marco Villamassargia (Cagliari) 1947 (~). Missionario • «In tonaca era il bravo missionario che ha fondato una comunità in Nicaragua, ha ”strappato” i bambini dalle discariche, li ha nutriti, curati, ha insegnato loro a cantare; in accappatoio rosso era l’orco che quei piccoli li violentava, e se piangevano e protestavano li terrorizzava e li sottometteva: ”Sono io che vi ho creato, voi non siete nulla e dovete fare quello che vi dico”

DESS Marco Villamassargia (Cagliari) 1947 (~). Missionario • «In tonaca era il bravo missionario che ha fondato una comunità in Nicaragua, ha ”strappato” i bambini dalle discariche, li ha nutriti, curati, ha insegnato loro a cantare; in accappatoio rosso era l’orco che quei piccoli li violentava, e se piangevano e protestavano li terrorizzava e li sottometteva: ”Sono io che vi ho creato, voi non siete nulla e dovete fare quello che vi dico”. Un orco che [...] è stato condannato a 12 anni di reclusione: il tribunale di Parma ha ritenuto don Marco Dessì [...] colpevole di tutte le accuse (abusi sessuali su minori, detenzione di materiale pedopornografico) e ha sostanzialmente accettato le richieste del pm Lucia Russo. Aveva proposto 16 anni, il massimo della pena tenendo conto che il processo si è svolto con rito abbreviato. Dessì era arrivato in Nicaragua più di trent’anni fa e nella cittadina di Chinandega, a 130 chilometri dalla capitale Managua, aveva fondato ”Betania” per bambini orfani o comunque costretti a vivere in miseria. Un centro che si è via via sviluppato - con scuole ed ospedali - grazie al contributo di volontari e associazioni benefiche. I concerti del coro ”Getsemani”, ospite pure del ”Pavarotti& Friends”, erano un ottimo strumento per raccogliere fondi. Nessuno immaginava che pure quei concerti erano, per alcuni ragazzi, un momento di incubo perchè dopo il canto arrivava don Marco in accappatoio rosso; come nessuno di quelli che contribuivano a fare di Chinadenga ”un’oasi” in mezzo alla miseria poteva pensare che quei fanciulli - pur lavati, nutriti, istruiti - erano vittime di violenze che, in alcuni casi, li hanno tormentati dalle elementari fino alla maggiore età. Poi [...] ad alcune associazioni di volontariato cominciano ad arrivare voci di ”fatti strani” a Betania. Decidono di mandare sul posto una persona di fiducia. Ascolta testimoni delle violenze, ascolta le vittime delle violenze e raccoglie tutto in un dvd che lascia pochi spazi al dubbio. Così ”Rock no War” di Modena, ”Solidando” di Cagliari, il Comune di Correggio insieme presentano un dettagliato esposto alla magistratura: su consiglio dell’avvocato Marco Scarpati scelgono la procura di Parma dove Lucia Russo si è specializzata da anni in inchieste sugli abusi ai minori. Partono le indagini; si muove anche il Vaticano che intima a Dessì di lasciare il Nicaragua e di ”ritirarsi in un luogo di preghiera” in Italia fino a che non venga chiarita la sua posizione. Il sacerdote si sente accerchiato e reagisce non come un peccatore pentito ma come qualcuno che vuole a tutti i costi mantenere potere e denaro. Chiama il suo aletr ego in Nicaragua, Ludwig Vanegas, e gli ordina di neutralizzare i suoi accusatori, infangandoli o comprandoli; cerca prestanome cui intestare il suo patrimonio. E cerca pure di fuggire: quando lo arrestano, a dicembre, nella casa della sorella in Sardegna, a Iglesias, ha già in tasca un biglietto per Managua. Sei ex ragazzi lo hanno accusato in tribunale: un interrogatorio ”protetto”, drammatico, in cui si percepiva la fatica, il dolore di dover raccontare ciò che avevano subito da quello che essi continuavano a vedere in un certo senso come un ”salvatore”, un ”uomo buono”. Pianti anche, in mezzo a quelle parole che sono comunque diventate accuse schiaccianti; assieme a quei 1400 file di materiale pedopornografico trovati nel computer di Dessì: tutte immagini inequivocabili di ragazzini (’maschi, nessuna femmina”, nota il pm) Adesso quegli ex ragazzi, cui il tribunale ha riconosciuto il diritto al risarcimento, devono vivere sotto protezione: ”Sono stati molto coraggiosi - spiega l’avvocato Scarpati - in Nicaragua le loro famiglie hanno subito gravi minacce, alcuni di loro hanno perso il lavoro”» (Susanna Marzolla, ”La Stampa” 24/5/2007).