La Stampa 23/5/2007, 23 maggio 2007
Da Mani Pulite all’editoria. Ieri a Milano è stato annunciato che Gherardo Colombo, non appena si completerà l’iter burocratico per le sue dimissioni dalla magistratura, dopo 33 anni di toga assumerà la vicepresidenza della Garzanti
Da Mani Pulite all’editoria. Ieri a Milano è stato annunciato che Gherardo Colombo, non appena si completerà l’iter burocratico per le sue dimissioni dalla magistratura, dopo 33 anni di toga assumerà la vicepresidenza della Garzanti. Non sarà un incarico onorifico: l’ex magistrato si occuperà concretamente di libri. Condividerà con Stefano Mauri, amministratore delegato non solo della casa editrice ma del gruppo Mauri-Spagnol di cui a Garzanti fa parte, la rappresentanza legale della società, ma il suo sarà anche, e forse soprattutto, un ruolo di garanzia verso autori e lettori. Né mancheranno compiti operativi, nell’ambito della saggistica. Insomma, si mette a fare l’editore a tutto campo. Tutto cominciò a Udine, dove si assegna un premio in ricordo di Tiziano Terzani, autore molto amato da Colombo. Nacque l’amicizia con Mauri, e a poco a poco l’idea Garzanti. « una casa editrice perfetta, per lui, che oltretutto ne è stato anche autore - ci spiega Mauri -; ha una tradizione, una linea molto in sintonia con le sue idee. Basti pensare ai libri di Antonino Caponnetto, Mario Cordero, Corrado Stajano. La sua figura sottolinea un indirizzo preciso del nostro lavoro, l’impegno per la società civile». Una scelta di politica culturale, dunque? Il diretto interessato si esprime in termini analoghi, sottolineando il significato sociale del suo nuovo lavoro. E quando gli chiediamo, ricordando magari l’approdo di Francesco Saverio Borrelli al Conservatorio di Milano, quale sia il senso di questa tendenza al trasferimento del Pool sulla scena della cultura, Colombo risponde rivendicandola come un percorso naturale. «Sono convinto - dice - che questa decisione sia in linea con quanto ho fatto da magistrato. una possibilità di approfondire il discorso sulle regole del vivere insieme, sul rispetto della persona umana, sugli stessi fondamenti individuati dalla nostra Costituzione». Ora sarebbe eccessivo rileggere a ritroso gli anni ruggenti di Mani Pulite (e, ancor prima, delle indagini sulla P2) come una lunga preparazione a questo approdo. Anche perché c’è un breve e meno noto passaggio intermedio: quando rese pubbliche le dimissioni nel marzo scorso, chiarendo che non erano polemiche né rappresentavano un’ammissione di sconfitta rispetto al funzionamento della giustizia, (ma aggiungendo anche che vedeva un problema grave nella relazione fra cittadino e legalità), Colombo annunciò di volersi mettere a disposizione delle scuole, per tenere lezioni su questi temi. Venne subissato di richieste. Continuerà, ci spiega Mauri. «Anzi, gli daremo una mano proprio a gestire questa attività». Stampa Articolo