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 2007  maggio 23 Mercoledì calendario

Roma sì, no, forse. Ai primi dell’anno alla Casa Bianca erano titubanti. Certo, per George W. Bush la prospettiva di un incontro in Vaticano con Papa Benedetto XVI rivestiva uno speciale appeal

Roma sì, no, forse. Ai primi dell’anno alla Casa Bianca erano titubanti. Certo, per George W. Bush la prospettiva di un incontro in Vaticano con Papa Benedetto XVI rivestiva uno speciale appeal. Ma l’eventualità di manifestazioni antiamericane (date per scontate già prima di essere indette) e l’ipotesi di una loro deriva violenta (considerata improbabile ma possibile) per qualche tempo hanno frenato la decisione. Poi, come si sa, gli americani hanno valutato che sì, a Roma si poteva andare. La visita del presidente americano si svolgerà il 9 giugno e per quell’occasione lo staff di Bush ha studiato una giornata di forte impatto. Tutta centrata sul passaggio in Vaticano. Dove si incontreranno due personaggi - Bush, il cristiano rinato, e Benedetto XVI, il pastore della rinascita spirituale dell’Occidente - che sinora si sono sfiorati ai funerali di Papa Wojtyla, ma non si sono mai parlati a lungo. E il 9 giugno, durante il colloquio nella biblioteca privata del Papa, Bush ha intenzione di invitare Benedetto XVI negli Stati Uniti. Un ”tocco” spettacolare col quale il presidente americano vuole tracciare un feeling, segnare i rapporti con un Papa finora assai meno sensibile ai temi della guerra e della pace di quanto non lo fosse stato Giovanni Paolo II. Ma oltre al passaggio in Vaticano e oltre ai dovuti incontri ufficiali col premier Romano Prodi e col Capo dello Stato Giorgio Napolitano, Bush si concederà un ”fuori programma” sorprendente per un presidente blindatissimo: una passeggiata per i vicoli di Trastevere, alla quale stanno lavorando da settimane gli invisibili responsabili della sicurezza. La giornata si concluderà con il rituale ricevimento a Villa Taverna, la residenza dell’ambasciatore americano in Italia. E lì, oltre al caro amico Silvio Berlusconi, saranno presenti anche «pochissimi ospiti». Sarà qui che il presidente della Camera, il comunista Fausto Bertinotti, stringerà la mano al detestato presidente degli Stati Uniti? Oppure Bertinotti saluterà Bush al Quirinale, ai margini dell’incontro tra il presidente americano e il Capo dello Stato italiano? Non è stato ancora stabilito dove e quando i presidenti delle due Camere Franco Marini e Fausto Bertinotti incroceranno Bush. Ma in quel preciso momento si consumerà una curiosa scissione interiore: il presidente comunista Bertinotti si troverà dentro al Palazzo, mentre per le strade di Roma urleranno slogan anti-Bush suoi carissimi compagni come Dario Fo, Rossana Rossanda, Alex Zanotelli, l’ex comandante partigiano Giovanni Pesce. Anche vista con gli occhi italiani la visita di Bush a Roma si preannuncia un evento ricco di emozioni, contraddizioni, incognite. Il presidente americano arriverà in Italia dopo altre tre tappe europee. Nella Repubblica ceca e in Polonia il presidente degli Stati Uniti perfezionerà il piano dello scudo antimissili, tanto caro agli americani; il 6 giugno Bush si trasferirà sulla costa tedesca del Mar Baltico e fino all’8 resterà ad Heiligendamm dove si svolgerà l’annuale summit del G8. E finalmente la sera dell’8 Bush sarà a Roma. Ma resta un dubbio: al suo fianco ci sarà anche il Segretario di Stato Condoleezza Rice? La sua eventuale assenza sarà da considerare un segnale verso il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, che agli americani rispose con energia durante la trattativa per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo? Maggiori certezze riguardano il cerimoniale predisposto dagli italiani. Alla presidenza del Consiglio hanno già stabilito che la conferenza stampa congiunta di Bush e di Prodi si svolgerà all’aperto, nel cinquecentesco cortile di palazzo Chigi. Uno scenario inconsueto - ma non inedito - ispirato non tanto da un bisogno di solennità, quanto dall’esigenza di trovare spazi all’interno del palazzo per i giornalisti di tutto il mondo che seguono il presidente degli Stati Uniti.