Stefano Bartezzaghi, la Repubblica 23/5/2007, 23 maggio 2007
Politicanti e antipolitica: l´anagrammatico scioglilingua è il ritornello di una canzonetta che sembra proprio voler tornare di moda
Politicanti e antipolitica: l´anagrammatico scioglilingua è il ritornello di una canzonetta che sembra proprio voler tornare di moda. Il populismo editoriale e politico getta sul fuoco del più trito malcontento la benzina della denuncia: sprechi, privilegi, auto blu, stipendi da favola, pensioni d´oro, arroganze. E´ un vecchio giochetto, e pare funzionare sempre: anche perché il tenore della risposta è sconfortante. Si va dal classico benaltrismo, che perlomeno è una forma di razionalità, sia pure debolissima («sì, le auto blu: ma il vero problema è la fame nel mondo»), a quel vittimismo dei potenti che declina nel postmoderno l´arcaico topos del "chiagni e fotti". Anni fa circolava un´e-mail che elencava prebende e indennità parlamentari. L´attuale senatore Furio Colombo, allora deputato, scrisse un articolo in cui ne riportava i dati, e poi diceva: "sì, ma": e controobiettava pacatamente, punto su punto. Se la politica c´è – e sarebbe tanto necessario che ci fosse - all´antipolitica dovrebbe rispondere con dati di fatto e pazienti puntualizzazioni sul merito. Lagnarsi e strillare contro l´antipolitica è a sua volta antipolitico. Ci vuole ben altro.