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 2007  maggio 23 Mercoledì calendario

CLAUDIA DI GIORGIO

CASCINA - Nella campagna toscana, a pochi chilometri da Pisa, due tunnel con il tetto azzurro si confondono tra i campi, allungandosi perpendicolari per tre chilometri ognuno fino a disegnare una "L" gigantesca. Da lontano, sembrano serre. Ma al loro interno corre un raggio laser che porterà fino a noi la vibrazione di catastrofi cosmiche remote, l´eco impercettibile della deformazione dello spaziotempo causata, a milioni di anni luce di distanza, dall´esplosione di una supernova o dalla collisione di un sistema stellare binario. I tunnel, infatti, sono le due lunghe "braccia" di Virgo, l´osservatorio di onde gravitazionali di realizzazione italo-francese che lo scorso venerdì ha iniziato la raccolta dei dati. Insieme a tre impianti "gemelli" che si trovano negli Stati Uniti, Virgo entra così a far parte di una "super antenna", grande, almeno virtualmente, quanto metà del globo. Una super antenna destinata ad aprire la strada a un nuovo tipo di astronomia, che aggiunge un altro "senso" a quelli con cui abbiamo osservato l´universo finora. E che potrebbe perfino farci scoprire che di universi non ce n´è solo uno.
Previste da Einstein nella teoria della relatività generale, le onde gravitazionali sono le increspature nella trama dello spaziotempo prodotte dall´accelerazione di corpi dotati di una massa enorme. La loro esistenza è stata dimostrata in modo indiretto nel 1974, ma finora nessuno le ha osservate direttamente. Il problema è che, a dispetto della violenza degli eventi da cui sono prodotte, le onde gravitazionali interagiscono così poco con la materia che riuscire a rilevarne la traccia è una delle maggiori sfide scientifiche e tecnologiche della fisica contemporanea. Per capirci, il passaggio di un´onda gravitazionale tra i fasci laser di Virgo dovrebbe provocare uno spostamento di un miliardesimo di miliardesimo di metro. Questo ha richiesto lo sviluppo di uno strumento di incredibile sensibilità, un interferometro dotato di laser ultra stabili e per di più totalmente isolato e protetto da ogni disturbo esterno, la cui calibrazione ha richiesto quasi quattro anni di controlli di centinaia di parametri diversi. Realizzato in collaborazione dal nostro Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal Cnrs francese, Virgo è costato circa 77 milioni di euro, e coinvolge undici laboratori di ricerca nei due paesi; istituzionalmente, Virgo è gestito dal consorzio Ego (European Gravitational Observatory), il cui fine è la promozione della ricerca europea nel campo della gravitazione, ma i confini delle sue collaborazioni scientifiche sono ben più ampi. I dati raccolti da Virgo saranno infatti condivisi con quelli di Ligo, l´osservatorio della National Science Foundation americana che è l´altra metà della super antenna. Virgo e Ligo, che comprende tre interferometri, due nello stato di Washington e uno in Louisiana, opereranno come se fossero un unico osservatorio. Solo così sarà possibile localizzare la catastrofe cosmica da cui provengono le onde gravitazionali osservate.