Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  maggio 23 Mercoledì calendario

CON UN’INTERVISTA AL PROF. MASSIMO MONTANARI RELATIVA A CARNE E PESCE

RENATA PISU
Ora che da noi in Occidente non si è trendy se non si mangia sushi o sashimi, pesce crudo insomma, la sana dieta del Giappone, i giapponesi che sempre si erano distinti per detestare la carne rossa - ma in realtà ne avevano assai poca a disposizione - per non parlare del latte e del formaggio, stanno cambiando dieta. Stanno diventando carnivori! L´allarme lo ha lanciato ieri l´Agenzia Nazionale nipponica della Pesca che ha pubblicato i risultati di una sua approfondita e preoccupata inchiesta sulle abitudini alimentari del Sol Levante. E allora, ecco i dati: negli ultimi quarant´anni il consumo di pesce è diminuito del 20%, un calo costante anche se all´inizio appena percettibile mentre sempre più percettibile è stato l´aumento della statura dei nuovi carnivori, un centimetro alla volta per ogni cinquanta grammi di carne bovina ingerita, due, presto tre, generazioni di giapponesi la cui statura media si è notevolmente elevata, figli che dominano i genitori dall´alto, nipoti che si devono inchinare per guardare i nonni in faccia. Nel 2005 si era arrivati quasi al pareggio tra carne e pesce: 12,6 chilogrammi all´anno di carne consumati pro capite, 12,7 chili di pesce. Ma già si teme che nel 2006, anno per il quale ancora non si dispone di dati statistici la carne l´abbia avuta vinta sul pesce e che nei primi mesi del 2007 il consumo si sia ormai stabilizzato a favore della carne, della polpetta globale che riscuote successo tra le giovani generazioni più di quanto lo riscuotano da noi sushi e sashimi.
Ma come mai i giapponesi, specie i più giovani, non ne vogliono più sapere della dieta tradizionale e preferiscono la carne? Perché l´Occidente e gli occidentali sono il loro modello? Può essere, altrimenti non si spiegherebbe come mai quando, nel 1971, l´eccentrico miliardario Den Fujita lanciò la catena McDonald´s in Giappone, promise ai giapponesi che se avessero mangiato hamburger e patatine per mille anni sarebbero diventati tutti alti, biondi e con la pelle bianca. Per ora sono cresciuti un po´ di statura, questo è vero, ma non accennano a diventare biondi, soltanto più grassi di un tempo - si conta un 20% di obesi - anche se, rispetto a noi italiani, i loro consumi sia di carne sia di pesce sono ancora molto contenuti: noi infatti consumiamo 25 chili di carne all´anno e 23 di pesce e il consumo di pesce dalle nostre parti è aumentato proprio da quando si è imposta la moda di sushi e sashimi, la dieta preferita dalle top model che vogliono mantenere la linea. Uno dei responsabili dell´Agenzia Nazionale della Pesca, commentando i dati della ricerca sui consumi nipponici di carne stando ai quali il 32% delle famiglie preferisce cucinare in casa piatti di carne perché i bambini non amano il pesce, ha notato tristemente: «Non c´è niente da fare, è un circolo vizioso. Quelli che da bambini non amano mangiare pesce, da grandi eviteranno di cucinarlo».
Certo però che in Giappone, volendo e soprattutto potendoselo permettere, si può gustare la carne più buona del mondo, la famosa carne di Kobe, località dove, agli inizi del Settecento era arrivata una coppia di bovini dalla Corea che aveva pacificamente figliato e la loro progenie non aveva mai corso il rischio di finire in pentola fino a quando i giapponesi, venuti a contatto con gli occidentali, scoprirono che questi, alti e grossi, erano carnivori. E anche i giapponesi lo vollero diventare ma, siccome hanno il complesso dei primi della classe, decisero che la carne di cui si sarebbero nutriti doveva essere la più tenera e gustosa del mondo. Studiarono vari sistemi di allevamento e alla fine decisero che birra e massaggi erano la migliore dieta per i bovini di Kobe, la cui pregiatissima carne oggi si vende a circa 500 euro al chilo, un lusso che i giapponesi si permettono in media una volta all´anno. Per cui si deduce che l´aumento del consumo di carne non è dovuto al consumo di questa pregiatissima carne ma, ahinoi, di polpette o hamburger o Bigu Maku, cioè Big Mac in giapponese. C´è però un posto a Londra dove si può gustare il sandwich più buono e più caro del mondo, ai grandi magazzini Selfridges, un sandwich di carne di Kobe con tartufo e foie gras che costa 125 euro e si chiama McDonald Sandwich, ma non è prodotto dalla catena McDonald´s: il nome che trae in inganno, lo deve allo chef che lo ha ideato, il signor Scott McDonald. Così si è operata una commistione, una fusion, un panino transculturale, come sono un´invenzione piuttosto recente i sushi, ideati da uno chef giapponese che aveva in mente di creare l´equivalente giapponese del sandwich inglese, cioè un cibo che si mangiasse con le mani e si potesse asportare comodamente. Non avendo il pane, adoperò il riso, non avendo carne o prosciutto ci mise il pesce. La fusion era fatta e la contaminazione si rivelò vincente. Ora siamo noi che preferiamo i sushi e loro che sembra preferiscano le polpette, così comode, così fast food, tanto fast che in Giappone da McDonald´s si paga con il cellulare.

***

Il professor Massimo Montanari, storico dell´alimentazione di fama mondiale, è sorpreso: «L´importazione di modelli occidentali - europei in primis - ha sviluppato una maggior attenzione al consumo di carne, preferenza costruita fin dal Medioevo. quello, infatti, il periodo in cui venne costruito il modello-carne, assunto anche come simbolo di forza ed energia. Non a caso, l´astinenza dalla carne veniva considerato un atto di penitenza».
La carne come elemento sacrificale...
«Anche. Tutta questa cultura, esportata in America, si è tradotta nella trasformazione di quella terra in area di produzione della carne, da cui la celebrazione della bistecca. Del resto, il mito del paese di Cuccagna ruota proprio intorno al generoso consumo di carne».
Il popolo industrializzato più sano è a rischio?
«Il paradosso è che il mondo dei carnivori importa proprio dal Giappone i cardini della dieta basata sul pesce, mentre in Giappone succede esattamente il contrario. Queste operazioni, che incidono profondamente nella cultura di un Paese, queste emancipazioni apparenti possono ritorcersi contro di loro».
In che senso?
«Si incrociano suggestioni diverse: la ricchezza, la forza fisica, l´adesione a un modello che li attira. La salute viene come elemento aggiunto e non prioritario... Può darsi che sia subentrata anche una certa laicità: se la nostra è sicuramente una religione carnivora quelle orientali sono dottrine votate a pratiche più vicine al vegetarianesimo, e quindi mangiare carne significherebbe distaccarsi dai precetti».
(l. g.)