Fabio Cavalera, Corriere della Sera 23/5/2007, 23 maggio 2007
In Cina si moltiplicano le ribellioni contro la legge di pianificazione demografica che vieta alle coppie di avere più di un figlio se vivono in città, due (ma solo quando il primo è femmina) se vivono in campagna
In Cina si moltiplicano le ribellioni contro la legge di pianificazione demografica che vieta alle coppie di avere più di un figlio se vivono in città, due (ma solo quando il primo è femmina) se vivono in campagna. Chi non si rispetta le regole incappa in sanzioni amministrative (severissime nei confronti dei funzionari dello Stato) che vanno dalla multa all’esclusione della gratuità della scuola dell’obbligo per i bambini. Però nei villaggi gli amministratori locali sono particolarmente duri: nella provincia del sud del Guangxi per esempio le donne sono state obbligate a sottoporsi a visite periodiche e, nel caso di gravidanze ”extra”, costrette ad abortire. E’ stata messa una tassa, del valore variabile fra i 50 e 7.000 euro, per colpire i trasgressori e sono state imposte confische di beni personali (mobili, radio, televisori, moto, biciclette). Come se non bastasse, le autorità si sono affidate a bande di gangster che, armate di martelli e di bastoni d’acciaio, hanno compiuto distruzioni e razzie nelle case.