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 2007  maggio 23 Mercoledì calendario

PIEPOLI

PIEPOLI Leonardo La Chaux-de-Fonds (Svizzera) 29 settembre 1971. Ciclista. Due vittorie di tappa al Giro del 2006, un’altra nel 2007. Positivo al Cera (la super Epo) al Tour 2008, fu squalificato per due anni • «Il Trullo Volante sarebbe piaciuto a Marc Chagall, il pittore che fa volare gli asini, i fidanzati e le biciclette. La sua corsa è decollo. Leonardo Piepoli, infatti, confidava: ”La salita è per me rampa di lancio. Fin da bambino provavo a staccare i miei compagni. La strada che saliva era il punto di decollo”. Trullo Volante è un elegante ossimoro. Il trullo è statico, il volo è dinamico. La famiglia di Piepoli viene da Alberobello, la città dei trulli. ”Sembra la città dei puffi. I trulli sono belli, ma, se devo essere sincero, il soprannome non mi entusiasma, anche se sono orgoglioso di essere alberobellese”. La salita ha per lui la bellezza dell’ascensione al cielo. [...] ”Sono uno zingaro. Sono nato a La Chaux-de-Fonds, in Svizzera, dove papà Oronzo faceva mozzarelle e ricotta per le pizzerie. Poi sono tornato in Puglia. Ho fatto il ciclista migratore: Piemonte, Liguria, Friuli, ancora Liguria. Ho gareggiato a lungo in squadre spagnole. Ho preso la residenza a Montecarlo nel 1999 prima per motivi fiscali, poi per la fidanzata”. [...] ”[...] la vittoria che ricordo di più è la prima: l’ho ottenuta il 25 aprile 1986 in una gara allievi”. [...]» (Claudio Gregori, ”La Gazzetta dello Sport” 23/5/2007) • « Dicono che Leonardo Piepoli, dopo, abbia dormito male e sognato meglio. Prima scena. C’è lui che sale sulle Tre Cime di Lavaredo come uno strabiliante animale di montagna, lui insieme a Riccò. All’arrivo, visto che è più forte del compagno, col cavolo che lo fa passare: primo Piepoli, evvai. Seconda scena. C’è lui che si arrampica sullo Zoncolan e si conficca sul traguardo come un chiodo rampino, lui insieme a Simoni. All’arrivo, visto che è più fresco del compagno, col fischio che si sposta e lo fa passare: primo Piepoli, ma vieni! Poi, nella realtà, le storie finiscono quasi sempre in un altro modo, ma solo perché qualcuno le ha scritte in anticipo conoscendo già la trama. O forse perché il vero coraggio è continuare a sognare, e non obbedire. Così si arriva secondi potendo arrivare primi, e il brutto è che non si contempla neppure la possibilità alternativa. Dicono sia il destino dei gregari: pagati, a volte, anche per scostarsi a un metro dal traguardo, per dire ”prego si accomodi” al capitano. Però è triste. Sa di vita buttata via» (Maurizio Crosetti, ”la Repubblica” 31/5/2007).