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 2007  maggio 23 Mercoledì calendario

Jenkins Katherine

• Neath (Gran Bretagna) 29 giugno 1980. Mezzosoprano • «Quando il manager non saluta è la prima a ricordargli le buone maniere (’Brian, dì arrivederci”). Ne ha cantate quattro anche ai dirigenti della casa discografica che nel 2003 l’hanno catapultata nella storia con un contratto per sei album ad altrettanti zeri. ”Hanno assistito al mio provino senza entusiasmarsi, sembravano annoiati a morte. Quando ho finito ho telefonato a mia mamma dicendole che era andata malissimo, ci ho messo un’ora a tornare a casa, quando sono arrivata mi hanno chiamato per farmi l’offerta. Siete stati cattivi, gli ho detto. Mi avete stressato”. Katherine Jenkins viene definita la nuova Charlotte Church. In realtà è molto di più. Oltre ad avere una voce che le sta portando offerte dai teatri lirici di tutto il mondo, avrebbe potuto tranquillamente scegliere di diventare una modella piuttosto che un mezzosoprano. Dentro le vene le scorre il sangue orgoglioso della gente del Galles. Sono le sue origini, oltre alla famiglia, ad averle fatto tenere i piedi per terra. ”Voglio poter tornare in Galles e sentire la gente che dice non è cambiata neanche un po’, è sempre la stessa Kath’”. Sulla carta, avrebbe pienamente diritto a un tocco di arroganza. In quattro anni di carriera, ha venduto decine di milioni di dischi, ha vinto due premi Classical Brit, è diventata testimonial dei gioielli Montblanc al fianco di Nicolas Cage. Il suo viso campeggia per le strade di Milano così come di New York e Londra (’quando mi vedo la prima reazione è sempre: ”Conosco quella ragazza”, ci metto qualche secondo a riconoscermi”), gli organizzatori di Live 8 l’hanno voluta sul palco di Berlino e Londra, lei che principalmente canta arie liriche e con il pop o il rock non c’entra granché. ” stata – racconta – un’esperienza fantastica. Ho incontrato tutti: Madonna, Bob Geldof, Annie Lennox, Robbie Williams”. Con qualcuno ha anche stretto amicizia: come Bryan Adams. [...] Da diplomata della prestigiosa Royal Academy of Music di Londra, Katherine ha sempre avuto nel mirino la lirica vera e propria, intesa come opera di tre atti sul palcoscenico. Maria Callas, dopotutto, è un suo idolo, così come Marilyn Monroe. Se per ora preferisce cantare e incidere quel crossover che è diventato un fenomeno discografico e che mette Puccini al fianco di Dolly Parton (icona della musica country) è perché vuole dare alla sua voce il tempo di svilupparsi in pieno [...] e anche perché le sembra un ottimo modo di avvicinare un pubblico nuovo a una musica che adora. ”La musica classica non è per gente ricca e snob, è per tutti. Guardate me. Sono cresciuta con genitori che prima di comprare la lavatrice andavano in giro a cercare il modello che costava di meno e poi tornavano a casa a pensarci, non avevo mai sentito musica classica prima di entrare a far parte del coro della chiesa. Ma poi me ne sono innamorata. E so che come me se ne sono innamorate milioni di persone. Lo so perché leggo ogni lettera che mi arriva dai fan. Ricevo parole commoventi, di gente che mi racconta di essere riuscita a superare momenti difficili grazie ai miei dischi. Leggo ogni parola e rispondo a ogni lettera. Ci metto ore e ore, anzi, giornate intere, ma sono contenta di poterlo fare. Senza i miei fans non sarei nessuno”» (Paola De Carolis, ”Corriere della Sera” 23/5/2007).