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 2007  maggio 23 Mercoledì calendario

COLOMBANI Jean-Marie Dakar (Senegal) 7 luglio 1948. Giornalista. Francese. Storico direttore di Le Monde (dal 1994) • «Sarà coincidenza, ma il regno di Jean-Marie Colombani, direttore di Le Monde, tramonta nello stesso momento di quello di Jacques Chirac

COLOMBANI Jean-Marie Dakar (Senegal) 7 luglio 1948. Giornalista. Francese. Storico direttore di Le Monde (dal 1994) • «Sarà coincidenza, ma il regno di Jean-Marie Colombani, direttore di Le Monde, tramonta nello stesso momento di quello di Jacques Chirac. Stessa durata, stessa voglia di resistere, stesso potere assoluto e carismatico e stessa fine amara, fra gli spettri del declino che agitano sia lo Stato francese sia il prestigioso quotidiano. Si sa, Le Monde è più di un giornale: un’istituzione, uno specchio a volte deformato del Paese, un contropotere, almeno fino a quando la storica indipendenza della redazione (che è anche azionista) non viene messa in discussione. Di conseguenza, chi lo dirige è più di un direttore. Nel caso specifico, JMC (la sigla con cui firma i fondi) è un giornalista- topmanager, fautore della mutazione genetica di Le Monde: da quotidiano attestato a 300 mila copie, a marchio di fabbrica di un gruppo editoriale, cresciuto attraverso iniziative e acquisizioni nella stampa regionale [...] il terzo mandato di sei anni (JMC è direttore dal 1994) è stato sottoposto al voto dei giornalisti e del personale. In base alla norma statutaria, il rinnovo deve essere approvato dal 60 per cento dei votanti. Pur essendo i favorevoli in numero superiore (48 contro 46 per cento), Colombani è stato sfiduciato. [...] La vicenda di Le Monde è emblematica della crisi della carta stampata, al di là delle sorti di Colombani, un po’ logorato dopo 12 anni alla testa del quotidiano, ma sostenuto da buona parte della redazione. JMC, di fronte al calo delle vendite ha cercato [...] di rinnovare il giornale, rompendo qualche tabù (storie, costume, cronache sportive e persino cronaca nera) e alleggerendolo con il colore e la freschezza grafica. Inoltre ha operato importanti acquisizioni ( Midi Libre, la Vie Catholique, La Provence, Nice Matin) che hanno garantito una buona raccolta pubblicitaria, ma hanno fatto lievitare le perdite di esercizio del gruppo: 146 milioni di euro negli ultimi sei anni. I conti in rosso hanno messo in discussione l’autonomia del giornale, aprendo le porte a nuovi soci industriali. Fin qui, in sintesi, i fatti. Sul futuro di Colombani pesano altre incognite. Negli ultimi anni, la sua figura e quella del garante, Alain Minc, sono state al centro di polemiche e pamphlet, cui JMC ha sempre replicato con misurato sarcasmo. ”L’uragano colpisce sempre l’albero più grande”. Ad alcuni critici non è piaciuto l’atteggiamento nelle maggiori vicende del Paese. Alle ultime elezioni, JMC ha tagliato fuori dalla contesa il centrista François Bayrou e fatto dichiarazione di voto per Ségolène Royal. Secondo voci all’interno della redazione, il cambio al vertice di Le Monde non sarebbe estraneo al nuovo corso politico. In questo caso, i destini di Chirac e Colombani sarebbero davvero incrociati» (Massimo Nava, ”Corriere della Sera” 24/5/2007).