Varie, 21 maggio 2007
PETROSILLO
PETROSILLO Orazio Monopoli (Lecce) 2 aprile 1947, Roma 12 maggio 2007. Giornalista. Vaticanista del Messaggero • «[...] Un passato da seminarista, la licenza in teologia alla Pontificia università gregoriana, gli studi sulla Sacra Sindone, le biografie dei santi, l’impegno ai vertici dell’Aiuto alla Chiesa che soffre (l’associazione che sostiene le comunità cristiane minacciate e in difficoltà), uniti alla passione per il giornalismo. All’inizio della carriera l’agenzia Ansa, poi Il Tempo, infine il Messaggero, conduttore della rubrica di informazione religiosa Parola e vita su Raiuno, le trasmissioni su Telepace. Petrosillo era spesso invitato a parlare in radio e tv per il modo semplice e diretto con cui sapeva svelare al grande pubblico i ”misteri vaticani”. Le gerarchie lo apprezzavano ma lo temevano. Petrosillo non era un baciapile: se aveva una notizia la pubblicava senza chiedere autorizzazioni. Come quando fece saltare la contestata nomina di un vescovo siciliano per averla anticipata sul Messaggero. Autonomia e indipendenza di giudizio che indussero alcuni, ai vertici della Cei e oltre Tevere, a giudicarlo giornalista scomodo e sgradito. Questa incomprensione addolorava Petrosillo, cattolico praticante, sposato, due figlie. Ma non per questo modificò il suo stile, forte della stima di quanti gli riconoscevano competenza e professionalità. Petrosillo era un vero appassionato di cose vaticane. In sala stampa, quando c’era da verificare una data o una carica ecclesiastica, la battuta immancabile era: ”Chiedi a Petrosillo”. Per i più giovani era l’esempio che per l’informazione vaticana occorre studio continuo, preparazione e competenza. [...]» (Ignazio Ingrao, ”Panorama” 24/5/2007).