Roberto Turno, Sole 24 Ore 17/5/2007, 17 maggio 2007
Un centinaio di ore in meno di lavoro in aula al Senato,ma oltre 130 in più nei primi sei mesi alla Camera
Un centinaio di ore in meno di lavoro in aula al Senato,ma oltre 130 in più nei primi sei mesi alla Camera. Quasi la metà delle leggi approvate:37 oggi il Professore, 72 il Cavaliere cinque anni fa che però già ne produsse 50 in meno del "Prodi 1" nel 199697. Ma identiche difficoltà,a dispetto di quei numeri al lumicino al Senato, a far navigare le leggi in cantiere. Oggi Romano Prodi darà i numeri del primo anno del suo secondo Governo nella XV Legislatura. Numeri che tornano, dirà probabilmente il bilancio. Anche nel confronto col "Berlusconi 2" del 20012002, che pure godeva di una maggioranza schiacciante. Un quasi pareggio nei numeri, dice il tagliando che farà oggi. Ma la partita è tutta da giocare,ed è più che mai in salita anche in Parlamento. Un’iniezione di fiducia – quella di oggi del Professore’ per una coalizione più che mai in mezzo al guado, tra il Pd che nasce ma perde pezzi, la sinistra che cresce di forze, i piccoli del centro che non vogliono cedere sovranità. Riforma elettorale,Dico, federalismo fiscale, pensioni, welfare,liberalizzazioni,conflitto d’interessi, bioetica, giustizia: queste le sfide,in un calendario politico, poi legislativo, che detterà l’agenda dei prossimi mesi. Tra un Dpef da costruire in poche settimane, un "tesoretto" da spartire e una Finanziaria 2008 da varare entro settembre. Leggi al contagocce Tre leggi al mese, quasi una legge ogni 4 giorni lavorativi veri (una decina al mese). La metà sul 2001, un terzo rispetto al suo primo anno di Governo nel 199697. Questi gli aridi numeri per il Governo in questi primi dodici mesi della Legislatura.« finalmente diminuito il numero delle leggi», sottolineava peraltro nel 2002 uno studio della Camera nei confronti col "Prodi 1". Segno che fare troppe leggi non è indice di qualità. D’altra parte, a guardare dentro le statistiche si scopre che questo Governo pur con i numeri in bilico al Senato, con 18 voti di fiducia già accumulati e una crisi il 21 febbraio, non perde del tutto i colpi rispetto al passato: al netto di 24 leggi in meno di conversione di decreti e di altre 9 di ratifica, sarebbe quasi alla pari del Cavaliere. E lo stesso vale rispetto al Governo del 199697. Per non dire di quella Finanziaria 2007 da 1.364 commi: secondo gli stessi tecnici del centrosinistra, vale 1015 leggi. E se si aggiunge il mostro milleproroghe, altro che sorpasso. Ma i numeri, è chiaro, dicono poco. Perché, comunque, la quantità di leggi fatte è oggi ai minimi storici. E sono le difficoltà politiche a dettare la cadenza possibile del programma iniziale, poi dei dieci punti di Caserta. Alla Camera, in aula, le ore di lavoro sono state nei primi sei mesi 551 (e 29 minuti), contro le 428 (e 16 minuti) del 2001. Quasi 116 ore in meno, invece, in un anno al Senato, dove però nel 20012002 molte ore vennero spese per contrastare le leggi ad personam contestate al Cavaliere. Eccolo, comunque, l’indice di quella Corea dei numeri che mancano a Palazzo Madama e che impone la massima attenzione nell’elaborazione dei calendari, con tutto il sospeso del programma di Governo che proprio al Senato finisce in un imbuto. Con le difficoltà di programmare l’attività parlamentare, come ha messo in guardia la capogruppo ulivista Anna Finocchiaro, anche davanti alla spaccatura dei Ds e ai nuovi raggruppamenti di sinistra. I risultati, il sospeso Il primo anno di legislatura serve a impostare le riforme, si afferma. In parte è vero. Anche se poi sono i numeri di maggioranza a dare le ali alle leggi da fare. Le leggi già in cantiere del "Prodi 2" sono partite dalla prima lenzuolata di Bersani e dalla manovra di rientro 2006, poi la Finanziaria e il collegato. E ancora sono arrivate la "Bersani 2", la maratona sulle missioni internazionali, la sospensione della riforma della giustizia di Berlusconi e i nuovi esami nei licei. Ma è il sospeso che preoccupa. Pressoché tutti i Ddl più gettonati sono ancora solo in prima lettura, e spesso fonte di spaccatura nella maggioranza: servizi pubblici locali, Authority, "Bersani 2", disciplina Tv, delega fiscale, class action, gas ed energia, efficienza della Pa, ordinamento giudiziario, sicurezza sul lavoro, immigrazione. Per non dire dei Dico, della legge elettorale e, ancora, di quel che sarà di pensioni e welfare. Un cammino lastricato di insidie. Tanto diversi, ma con tratti comuni, peraltro, il "Prodi 2" e il "Berlusconi 2". Anche il Cavaliere si trovava dopo il primo anno con ben 8 leggi collegate alla manovra ferme al palo. E anche allora il centrodestra fibrillava, ma poi le leggi ad personam passavano tutte. Tratti comuni anche nelle leggi da fare: conflitto d’interessi, immigrazione, sanità, pensioni, fisco. E ancora: «Voglio 5 anni di Governo»: lo diceva Prodi nel 1996, Berlusconi nel 2001 e la mantiene ancora come meta oggi il Professore. Intanto, il primo anno è trascorso.