Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  maggio 14 Lunedì calendario

Anno IV - Centosessantottesima settimanaDal 7 al 14 maggio 2007Dadullah Gli americani hanno ammazzato il feroce capo talebano Dadullah, l’uomo con una gamba sola abituato a scuoiare i nemici, che aveva sequestrato Daniele Mastrogiacomo e decapitato il suo autista e il suo interprete

Anno IV - Centosessantottesima settimana
Dal 7 al 14 maggio 2007

Dadullah Gli americani hanno ammazzato il feroce capo talebano Dadullah, l’uomo con una gamba sola abituato a scuoiare i nemici, che aveva sequestrato Daniele Mastrogiacomo e decapitato il suo autista e il suo interprete. Ai dubbi talebani - che su Internet avevano negato la morte del loro leader - americani e afgani hanno risposto aprendo le porte del palazzo del governo provinciale di Kandahar, lasciando sollevare un lenzuolo bianco e permettendo ai fotografi di scattare. Notizie contradditorie sui colpi: certe fonti - che vogliono discreditare il guerrigliero - dicono che il cadavere presentava un buco alla schiena e due in pancia, altre parlano di un foro in fronte. La morte di Dadullah ha riportato l’attenzione sulla guerra afgana, dove gli americani, con quattordicimila uomini forniti da una dozzina di paesi, stanno continuando l’operazione Achille, il cui scopo è ricacciare i talebani in Pakistan. Solo che i capi Usa hanno l’abitudine di procedere per conto loro, senza tenere informati i responsabili territoriali del contingente Nato che si vedono di continuo scavalcati e messi in imbarazzo. Per quanto ci riguarda, la zona sotto il nostro controllo - la provincia di Herat - è stata attaccata dalle truppe Usa a nostra insaputa e ci sono stati una cinquantina di morti tra i civili. Il nostro ministro degli Esteri, Arturo Parisi, ha protestato. Ma l’attivismo Usa è destinato a creare grandi difficoltà al nostro governo che ha nella politica estera e nelle posizioni radicali e antiamericane della sua sinistra il suo punto più debole. In ogni caso: l’offensiva Usa procede con un certo successo. I talebani ammazzati dall’inizio dell’anno sarebbero 1300, che non è poco.

Dico Cento, centoventimila cattolici si sono radunati sabato scorso in piazza San Giovanni a Roma per difendere la famiglia e avversare la legge sui Dico, quella preparata un paio di mesi fa da Rosy Bindi (Margherita) e Barbara Pollastrini (Ds) per regolarizzare le coppie conviventi, incluse quelle omosessuali. Nello stesso momento Pannella, lo Sdi, i Verdi hanno radunato in piazza Navona i laici, per affermare il diritto di tutti - compresi i gay - a vivere liberamente i rapporti sentimentali. Qui i partecipanti erano poche centinaia, ma la doppia manifestazione ha creato lo stesso dei guai al governo: due ministri sono andati in piazza San Giovanni (Mastella e Fioroni) e due in piazza Navona (Mussi e la Bonino). Mentre Prodi si raccomandava di non strumentalizzare la religione, la confusione veniva aumentata dal fatto che i leader del centro-destra - cioè Berlusconi, Casini e Fini - non esitavano a mescolarsi alle folle cattoliche e a far squadra con i due ministri del centro-sinistra.

Rignano Il Tribunale del riesame ha liberato i presunti pedofili di Rignano non si sa ancora se per l’insussistenza dell’impianto accusatorio o perché non c’erano giustificazioni al carcere (si va in carcere prima della sentenza definitiva per tre sole ragioni: rischio che il reato venga ripetuto, rischio che le prove vengano inquinate, rischio che l’imputato scappi). La sentenza ha creato una sensazione enorme: se i sei accusati non sono pedofili, come mai i bambini stanno così male? E che cosa è veramente successo a Rignano? In generale, i cittadini del piccolo centro a 40 chilometri da Roma stanno con gli accusati e pensano che lo scandalo sia frutto di chiacchiere che son cresciute su se stesse a causa delle fobie di genitori troppo ansiosi e non molto equilibrati. In una delle più drammatiche puntate della trasmissione tv Matrix, il pubblico ministero di Tivoli, Marco Mansi, è stato anche attaccato per il modo con cui ha condotto l’inchiesta: le madri non sono mai state interrogate, gli alibi non sono stati controllati, certe circostanze - come la presenza di benzodiazepine nei capelli di alcuni piccoli - mai sottoposte a verifica, ecc.

Blair «Sono venuto tra voi per annunciarvi la mia decisione di dimettermi da leader del partito laburista. Ora dovrete scegliere il vostro nuovo capo». Così Tony Blair, giovedì 10 maggio. l’uscita di scena di un leader decisivo nella storia europea a cavallo dei due secoli: dieci anni al potere, decine di riforme, cinque guerre. Come ha detto lui stesso al Club laburista di Trimdon, frazione dei Sedgefield - il paesello dell’Inghilterra settentrionale dove era cominciata la sua ascesa politica - «c’è un solo governo dal 1945 che può dire quello che segue: più posti di lavoro, meno disoccupati, migliore sanità ed educazione, meno crimine e crescita economica ogni trimestre. Un solo governo: questo». Il nuovo capo del partito laburista sarà Gordon Brown, oggi cancelliere dello Scacchiere (cioè ministro del Tesoro e delle Finanze). Siccome il sistema inglese prevede che il capo del partito di maggioranza sia anche premier - senza possibilità di fare altrimenti, come da noi - le dimissioni di Blair da capo del partito ne determinano automaticamente la caduta da primo ministro. E l’elezione di Gordon Brown alla testa del Labour gli aprirà immediatamente la porta di Downing Street. Date dei due prossimi eventi: il 27 giugno e il 2 luglio.

Sicurezza Una lettera a Repubblica e un rapporto del ministero dell’Interno dicono che uno dei temi più sentiti dai cittadini è quello della sicurezza da scippi, furti, rapine e altri reati - come si dice adesso - «predatori». La lettera a Repubblica è stata scritta da Claudio Poverini, un impiegato del Quirinale che è stato candidato municipale nella Lista per Veltroni, dunque un uomo di sinistra. Costui ammette che sta per diventare «un grandissimo razzista» e racconta di aver fatto - sia pure con una specie di disgusto interiore - la guerra alle zingarelle di Fontana di Trevi e al branco di immigrati stranieri che borseggiano a ogni ora la città. Il rapporto di polizia - presentato la settimana scorsa alla commissione Affari costituzionali della Camera - conferma quello che tutti sappiamo e cioè che solo il 5% dei furti e degli scippi e sono il 40% delle rapine vengono puniti. Ma aggiunge che nei primi nove mesi del 2006 il 36,5 per cento dei denunciati per questi reati predatori erano stranieri, una percentuale impressionante se si tiene conto che gli immigrati sono il 4 per cento della popolazione residente. All’avanguardia nella battaglia per la sicurezza sono Cofferati e la Moratti, seguiti a ruota da Veltroni. L’opinione generale è che Sarkozy abbia vinto le elezioni francesi proprio perché ha dato più garanzie su questo punto.

Televisione A un elenco sempre più lungo di flop Rai e Mediaset (lo ha tentato Aldo Grasso: Unanimous, Wild West, Fattore C, Formula segreta, Giorni da leone, La freccia nera, Codice rosso, Nati ieri, Reality circus, Colpo di genio, Votantonio e Funari in tutt’e due le versioni del suo show del sabato sera) s’è aggiunta adesso una crisi politica vera, determinata dalla sfiducia comunicata per lettera dal ministro Padoa Schioppa al suo rappresentante nel CdA Rai, il consigliere Angelo Petroni. Petroni sta lì dai tempi di Berlusconi, è in quota Casa della Libertà e garantisce che in consiglio - nonostante la vittoria di Prodi - il centro-destra resti maggioranza. Il risultato è che - nonostante quel po’ po’ di risultati disastrosi - in Rai non si possa toccar niente. Si prevede una lunga battaglia legale (Petroni è un maestro del codice civile e non si dimetterà per la sfiducia del ministro) e un finale con azzeramento di tutto il CdA, compreso il presidente Petruccioli.

Sesso A Padova il sindaco vuole sanzionare i clienti delle prostitute. E le prostitute, per difendere il mercato, hanno promesso una prestazione gratuita a chi si presenterà esibendo la multa pagata.