Maria Teresa Meli, Corriere della Sera 20/5/2007, 20 maggio 2007
ROMA – Il primo a saperlo è stato Arturo Parisi. Via sms. Cinzia Dato, ulivista della prima ora, fondatrice in Sicilia di Alleanza democratica nel ’92, poi proiettata nella Margherita dalla cosiddetta società civile, ha annunciato al ministro della Difesa che aveva deciso di lasciare il partito
ROMA – Il primo a saperlo è stato Arturo Parisi. Via sms. Cinzia Dato, ulivista della prima ora, fondatrice in Sicilia di Alleanza democratica nel ’92, poi proiettata nella Margherita dalla cosiddetta società civile, ha annunciato al ministro della Difesa che aveva deciso di lasciare il partito. La risposta, sempre via sms, è stata di questo tenore: sei sicura di quello che fai? E, comunque, non te ne andrai via dall’Ulivo? La replica di Dato è venuta, così, di pancia: «Non ho preso io una decisione, è stata la decisione a prendere me». Qualche giorno dopo, giovedì sera, per l’esattezza, Dato ha spedito una lettera formale a Francesco Rutelli: «Lascio la Margherita con la mesta sensazione che sia una scelta consensuale». E ancora: «Rifletterò sulla possibilità di partecipare al processo, comunque, e rifletterò sulla coincidenza tra il Partito democratico in atto e quello per cui lavoro da quindici anni».