Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  maggio 20 Domenica calendario

ROMA – Il primo a saperlo è stato Arturo Parisi. Via sms. Cinzia Dato, ulivista della prima ora, fondatrice in Sicilia di Alleanza democratica nel ’92, poi proiettata nella Margherita dalla cosiddetta società civile, ha annunciato al ministro della Difesa che aveva deciso di lasciare il partito

ROMA – Il primo a saperlo è stato Arturo Parisi. Via sms. Cinzia Dato, ulivista della prima ora, fondatrice in Sicilia di Alleanza democratica nel ’92, poi proiettata nella Margherita dalla cosiddetta società civile, ha annunciato al ministro della Difesa che aveva deciso di lasciare il partito. La risposta, sempre via sms, è stata di questo tenore: sei sicura di quello che fai? E, comunque, non te ne andrai via dall’Ulivo? La replica di Dato è venuta, così, di pancia: «Non ho preso io una decisione, è stata la decisione a prendere me». Qualche giorno dopo, giovedì sera, per l’esattezza, Dato ha spedito una lettera formale a Francesco Rutelli: «Lascio la Margherita con la mesta sensazione che sia una scelta consensuale». E ancora: «Rifletterò sulla possibilità di partecipare al processo, comunque, e rifletterò sulla coincidenza tra il Partito democratico in atto e quello per cui lavoro da quindici anni».