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 2007  maggio 20 Domenica calendario

E se la crisi degli ascolti dipendesse (anche) dal piatto? Dal tv piatto, si intende. Sembra una provocazione ma, a pensarci bene, non lo è

E se la crisi degli ascolti dipendesse (anche) dal piatto? Dal tv piatto, si intende. Sembra una provocazione ma, a pensarci bene, non lo è. I nuovi schermi digitali (tra i quali, com’è noto, possono includersi lcd, plasma, retroproiettori lcd) il cui sorpasso nelle vendite dei tradizionali catodici è certificato a livello internazionale (con conseguente chiusura di quasi tutte le fabbriche destinate alla produzione dei cinescopi e apertura di linee di produzione lcd in primis), stanno invadendo le case anche degli italiani. Il tasso impessionante di crescita di questo settore del mercato è paragonabile solo a quello dei telefoni cellulari negli anni d’oro della loro prima capillare diffusione. Da status symbol a oggetto di larga diffusione, anche in questo caso, il passo è stato breve. Grazie soprattutto alle ripetute offerte al ribasso dei grandi centri commerciali il costo di un tv di nuova generazione è divenuto paragonabile a quello di un buon catodico di qualche anno fa. Ma è tutto oro quello che riluce? Purtroppo no. Questi schermi - chiunque ne ha acquistato uno lo sa - sono ottimi per visualizzare sorgenti "nobili" come dvd e trasmissioni in alta definizione (per ora solo i 4 canali di sky), ma generalmente meno performanti per la visualizzazione delle trasmissioni tv nello standard tradizionale. Il risultato? Visualizzazione deformata (per la già denunciata assenza di trasmissioni 16:9 nel panorama televisivo italiano), immagini più o meno pixellate (o sgranate se volete) a causa della "interpolazione" che questi schermi sono costretti a fare su immagini a definizione standard specie se di qualità mediocre all’origine. Per non parlare di un livello del "nero" generalmente molto meno incisivo su questi apparecchi e conseguente "sofferenza" di tutte le trasmissioni non "in studio" e con frequenti ambientazioni scure (molti telefilm e film... ma anche i famigerati dark show alla Ballandi). Orbene, raffrontando i dati di crescita delle vendite di questi tv con il crollo degli ascolti non può non saltare all’occhio la perlomeno strana coincidenza cronologica. Gli ascolti sono calati a picco quasi in contemporaneamente con l’"impennata" nelle vendite di tv digitali. Verrebbe da pensare che chi acquista uno di questi schermi, constatata la mediocre qualità di fruizione delle normali emittenti (con i doverosi distinguo: Mediaset ha migliorato moltissimo il proprio broadcasting video), decida di utilizzarli con fonti più nobili, noleggiando dvd, abbonandosi a sky (che peraltro, in moltissimi canali offre una qualità video persino peggiore della Rai) o collegandoli ad una consolle per videogames. Credo non si tratti di un’ipotesi così peregrina. L’altro giorno, in un grande negozio di elettronica, ho visto una persona anziana lamentarsi perché vedeva Carlo Conti "tutto schiacchiato" sulla tv lcd che il figlio le aveva appena regalato e chiedeva il rimborso del prodotto.... Se i responsabili delle emittenti iniziassero a capire che la tecnologia è cambiata e offrissero un prodotto qualitativamente e tecnicamente adatto alla mutata realtà tecnologica probabilmente recupererebero anche una fetta degli ascolti. Persino il mercato pubblicitario se ne gioverebbe: è stato dimostrato all’estero che il pubblico difficilmente cambia canale di fronte allo spettacolo di uno spot in alta definizione... joespielberg Risposta La sua ipotesi non è affatto peregrina, anzi. Nel mio attrezzato studio di visione ho dovuto fare marcia indietro e ripristinare un vecchio televisore per vedere i programmi in analogico. Complimenti per la dotta spiegazione.