Paolo Martini, La Stampa 19/5/2007, 19 maggio 2007
«Ci sono stati attriti ideologici con Cugia. Lui voleva che io ”eseguissi” il programma. La prima puntata l’ho fatta senza dire una mia frase
«Ci sono stati attriti ideologici con Cugia. Lui voleva che io ”eseguissi” il programma. La prima puntata l’ho fatta senza dire una mia frase. Nella seconda ho fatto un pezzettino di 5 minuti: ero solo un ospite. Alla terza ho mandato tutto per aria. Cugia mi risultava un grandissimo autore, poi mi è risultato... una cosa diversa. Per esempio aveva firmato lo spettacolo di Celentano ma non erano suoi i monologhi. Celentano se li faceva da solo. Se tu allo spettacolo di Celentano gli levi i monologhi, buonanotte ai suonatori! Ormai non c’è più niente da fare, quando uno spettacolo è rifiutato alla seconda puntata non lo raddrizzi più. Il sabato la gente si vuol divertire e con me la gente non lo può fare: mi guarda e si può incazzare... Mai ho passato nella mia vita un momento più brutto di questo. La responsabilità è mia: ho accettato un autore sbagliato, in un momento sbagliato, in un giorno sbagliato» (Funari)