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 2007  maggio 17 Giovedì calendario

Tv per la terza età Pochi i giovani. Il Sole 24 Ore 17 maggio 2007. Qualcuno potrebbe chiamarla, scherzando, Nonna Rai, se il fatto non costituisse, non da oggi, uno dei problemi più seri per il servizio pubblico

Tv per la terza età Pochi i giovani. Il Sole 24 Ore 17 maggio 2007. Qualcuno potrebbe chiamarla, scherzando, Nonna Rai, se il fatto non costituisse, non da oggi, uno dei problemi più seri per il servizio pubblico. La Rai, e ancor più Rai1, ha un pubblico composto in percentuali maggiori da anziani. Allo stesso tempo, però, ha una composizione migliore a livello di reddito e di cultura. Partiamo dai dati d’ascolto di questa stagione televisiva che va dal primo ottobre dello scorso anno al 15 maggio: i vertici Rai possono dire, come quelli del passato, «abbiamo vinto». Sull’intera giornata, infatti, la Rai ha una share - che è la percentuale degli individui in ascolto sui televisori accesi e non la percentuale di popolazione che ha visto quel programma - del 43% contro il 40,3% di Mediaset. Nella prima serata ha il 44% contro il 41% del polo commerciale. Il problema sta nel profilo di questi ascolti, nella loro composizione. Secondo elaborazioni di Studio Frasi su dati Auditel e MCS, Rai e Mediaset "pari sono" solo nella composizione del pubblico tra uomini e donne. Queste ultime costituiscono il 59% del totale per entrambi i poli tv. Quando si suddividono gli ascolti di questa stagione televisiva per età (tenendo presente che Rai1 in prima serata ha, in media, 6,2 milioni di individui in ascolto e Rete4 poco più di due milioni), emergono profonde differenze all’interno del duopolio. La linea di demarcazione sono i 55 anni. In tutte le fasce di età inferiore, gli ascolti di Mediaset hanno una percentuale, nelle varie fasce di età, sempre superiore a quelle della Rai. Al di sopra non c’è partita: Viale Mazzini consegue percentuali elevatissime. Qualche esempio, secondo le elaborazioni di Studio Frasi: il pubblico della Rai è composto al 39,3% da individui sopra i 64 anni, quello di Mediaset solo al 26%. I giovani tra i 20 e 24 anni costituiscono solo l’1,98% del pubblico Rai ma il 3,92% di quello Mediaset (e, comunque guardano poca televisione). Quando si passa al titolo di studio si osserva una curiosa "forchetta": la Rai primeggia tra chi ha la licenza elementare, Mediaset tra chi ha la licenza media inferiore e quella superiore mentre i laureati sono il 5,4% del pubblico Rai e il 4,16% di quello Mediaset. I risultati e la composizione degli ascolti per singola rete sono ancor più inquietanti per la Rai. Rai2 non è solo in caduta di ascolto: in prima serata una volta era la terza rete, oggi è la quinta, superata, nell’ordine, da Italia1 e da Rai3. che non riesce ad avere una composizione del suo pubblico competitiva con quella di Italia1: gli individui tra i 25 e i 34 anni sono il 14,5% del pubblico di Rai2 e il 20,1% di quello di Italia1. L’età media dei telespettatori di ciascuna rete, nelle 24 ore, è stata elaborata da Starcom: le più "vecchie" sono Rete4 e Rai1 (61 e 60 anni), le più giovani Canale5 e Italia1 (48 e 37 anni, l’unica a competere con la tv satellitare), ovvero le due reti con il maggior ascolto di Mediaset. Certo, la Rai può controbilanciare l’invecchiamento relativo del suo pubblico con il suo maggior livello di reddito e d’istruzione. Le tre classi superiori di reddito hanno una maggiore percentuale nel pubblico della Rai, in particolare grazie alla leadership di Rai3 in quella dal reddito più elevato e tra i laureati (6,8% contro il 4,7% di Rai1 e il 5,6% di Rai2). Rai3, peraltro, è anche la rete dove il segmento tra i 55 e i 64 anni ha la percentuale più elevati tra i suoi ascoltatori (oltre i 64 è invece Rete4, con Rai1 molto vicina). La riconquista dei giovani meriterebbe sicuramente più attenzione e più risorse da parte del servizio pubblico. Il futuro canale per bambini sul digitale terrestre è un’ottima idea, se non impoverirà ulteriormente l’offerta delle tre reti generaliste ma riuscirà piuttosto a rafforzarla. Ma.M.