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 2007  maggio 16 Mercoledì calendario

Il caso Endemol svela il fianco debole. Il Sole 24 Ore 16 maggio 2007. L’affare Endemol svela un punto debole della Rai

Il caso Endemol svela il fianco debole. Il Sole 24 Ore 16 maggio 2007. L’affare Endemol svela un punto debole della Rai. Anzi due. Da una parte quello della crescente dipendenza da pochi soggetti esterni che cedono i format dei programmi, in particolare i reality e l’intrattenimento. Dall’altra parte, la scelta di diversificazione di Mediaset verso la produzione di contenuti nasce da una considerazione purtroppo valida per la Rai. Quella che i margini di profitto della tv generalista sono ormai ridotti. Mediaset ha operato una prima diversificazione con la tv a pagamento digitale terrestre. La Rai si è "tenuta fuori". Ora Mediaset ne opera un’altra, entrando in uno dei leader mondiali della produzione di contenuti. Il contratto della Rai con Endemol vale 47 milioni l’anno ed è stato siglato nel maggio 2005 con validità triennale (vale quindi oltre 140 milioni di euro complessivi). Tale cifra è solo il 3% dei contratti stipulati dalla Rai, pari a 1,6 miliardi di euro. L’operazione Endemol crea un problema alla Rai: non ne potrà più inserire i prodotti per arrivare a quel 10% di programmi audiovisivi da commissionare a produttori indipendenti richiesto dalla legge. Questo è, tra l’altro, l’unico aspetto della vicenda che riguarda l’Autorità per le comunicazioni. Le attività di produzione dei programmi, infatti, non rientrano nel Sic. La tv pubblica, nel corso degli ultimi anni, ha progressivamente esternalizzato a poche società le competenze nell’ideazione dei programmi dal vivo. Così perde competenze e non controlla i diritti di sfruttamento sugli altri mercati. Questo, dopo aver per anni acquistato diritti per tutti i mezzi e per l’eternità, frenando lo sviluppo della produzione indipendente nazionale. Giovanni Minoli, in un articolo sul «Riformista», ha lanciato la domanda: «Chi compra Endemol compra anche la Rai?». No, non la compra, ma ne mette a nudo le debolezze. Ovvero, l’omologazione crescente dei programmi e la mancanza di propri formati televisivi, meglio se multipiattaforma. Ma. M.