Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  maggio 16 Mercoledì calendario

In 20 casi sotto esame il posto nel Governo. Il Sole 24 Ore 16 maggio 2007. Per i professionisti che aspirano ad assumere cariche di governo potrebbe cambiare poco o niente

In 20 casi sotto esame il posto nel Governo. Il Sole 24 Ore 16 maggio 2007. Per i professionisti che aspirano ad assumere cariche di governo potrebbe cambiare poco o niente. Non lo stesso si può dire, forse, per chi attualmente ricopre il ruolo di ministro, viceministro o sottosegretario. Una lettura rigorosa delle modifiche alla legge sul conflitto d’interessi potrebbe infatti riservare qualche sorpresa ad alcuni rappresentanti del Governo Prodi. Nell’Esecutivo - dominato dai docenti universitari - sono presenti circa 20 professionisti iscritti agli Albi: sette giornalisti, cinque medici, quattro avvocati, due architetti, un ingegnere e un dottore commercialista. La "logica" della disciplina sul conflitto d’interessi in vigore dal 2004 (legge n. 215, articolo 2) esclude che il titolare di un dicastero o chi riveste il ruolo di sottosegretario possa «esercitare, nello svolgimento del proprio incarico, attività professionali o di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo, di qualunque natura, anche se gratuite, a favore di soggetti pubblici o privati». Il professionista può assumere l’incarico pubblico a patto che si astenga dal prestare attività di consulenza o assistenza, di fatto "autosospendendosi". La norma sulle «incompatibilità generali» contenuta nel disegno di legge per il quale ieri è iniziato l’iter alla Camera, però, sembrerebbe chiedere qualcosa in più. Le cariche di governo o di "sottogoverno" sono dichiarate incompatibili con l’«esercizio di attività professionali, o di lavoro autonomo, anche in forma associata o societaria, di consulenza e arbitrali, anche se non retribuite, ad eccezione di quelle estranee alla carica di Governo ricoperta». Quindi sembrerebbe vietato in radice assumere la veste di ministro, viceministro e di sottosegretario, oltre che ovviamente di Presidente e vicepresidente del Consiglio, se si esercita un’attività professionale «non estranea» alla carica ricoperta. Così - a livello teorico - se per Famiano Crucianelli, sottosegretario agli Affari esteri e medico specializzato in malattie polmonari e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, specializzato in medicina interna, non emergono evidenti contraddizioni, in altri casi l’"estraneità" appare meno facile da dimostrare. Come per l’avvocato-sottosegretario alla Giustizia, Luigi Li Gotti, o per i medici-sottosegretari alla Salute Serafino Zucchelli e Antonio Gaglione. Si potrebbe giungere al paradosso di ritenere incompatibili persone qualificate in virtù della preparazione professionale. Tanto più che la nuova disciplina sul conflitto di interessi estinata a essere estesa a Regioni ed enti locali attraverso una legge delega. I professionisti dal canto loro non sono preoccupati. Secondo diversi esponenti del centro-destra, il Ddl all’esame del Parlamento potrebbe escludere dall’attività politica, regionale e locale gran parte del mondo professionale. «In realtà - spiega Michelina Grillo, presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura - i codici deontologici di molte categorie già prevedono le incompatibilità. Anzi noi abbiamo già proposto da tempo un aggiornamento per imporre la sospensione dall’Albo a tutti gli avvocati che si accingono a prendere cariche di governo, anche nei Comuni fino a 300mila abitanti». Marco Bellinazzo