Il Sole 24 Ore 16/05/2007, pag.2 Marco Bellinazzo, 16 maggio 2007
In 20 casi sotto esame il posto nel Governo. Il Sole 24 Ore 16 maggio 2007. Per i professionisti che aspirano ad assumere cariche di governo potrebbe cambiare poco o niente
In 20 casi sotto esame il posto nel Governo. Il Sole 24 Ore 16 maggio 2007. Per i professionisti che aspirano ad assumere cariche di governo potrebbe cambiare poco o niente. Non lo stesso si può dire, forse, per chi attualmente ricopre il ruolo di ministro, viceministro o sottosegretario. Una lettura rigorosa delle modifiche alla legge sul conflitto d’interessi potrebbe infatti riservare qualche sorpresa ad alcuni rappresentanti del Governo Prodi. Nell’Esecutivo - dominato dai docenti universitari - sono presenti circa 20 professionisti iscritti agli Albi: sette giornalisti, cinque medici, quattro avvocati, due architetti, un ingegnere e un dottore commercialista. La "logica" della disciplina sul conflitto d’interessi in vigore dal 2004 (legge n. 215, articolo 2) esclude che il titolare di un dicastero o chi riveste il ruolo di sottosegretario possa «esercitare, nello svolgimento del proprio incarico, attività professionali o di lavoro autonomo in materie connesse con la carica di governo, di qualunque natura, anche se gratuite, a favore di soggetti pubblici o privati». Il professionista può assumere l’incarico pubblico a patto che si astenga dal prestare attività di consulenza o assistenza, di fatto "autosospendendosi". La norma sulle «incompatibilità generali» contenuta nel disegno di legge per il quale ieri è iniziato l’iter alla Camera, però, sembrerebbe chiedere qualcosa in più. Le cariche di governo o di "sottogoverno" sono dichiarate incompatibili con l’«esercizio di attività professionali, o di lavoro autonomo, anche in forma associata o societaria, di consulenza e arbitrali, anche se non retribuite, ad eccezione di quelle estranee alla carica di Governo ricoperta». Quindi sembrerebbe vietato in radice assumere la veste di ministro, viceministro e di sottosegretario, oltre che ovviamente di Presidente e vicepresidente del Consiglio, se si esercita un’attività professionale «non estranea» alla carica ricoperta. Così - a livello teorico - se per Famiano Crucianelli, sottosegretario agli Affari esteri e medico specializzato in malattie polmonari e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, specializzato in medicina interna, non emergono evidenti contraddizioni, in altri casi l’"estraneità" appare meno facile da dimostrare. Come per l’avvocato-sottosegretario alla Giustizia, Luigi Li Gotti, o per i medici-sottosegretari alla Salute Serafino Zucchelli e Antonio Gaglione. Si potrebbe giungere al paradosso di ritenere incompatibili persone qualificate in virtù della preparazione professionale. Tanto più che la nuova disciplina sul conflitto di interessi estinata a essere estesa a Regioni ed enti locali attraverso una legge delega. I professionisti dal canto loro non sono preoccupati. Secondo diversi esponenti del centro-destra, il Ddl all’esame del Parlamento potrebbe escludere dall’attività politica, regionale e locale gran parte del mondo professionale. «In realtà - spiega Michelina Grillo, presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura - i codici deontologici di molte categorie già prevedono le incompatibilità. Anzi noi abbiamo già proposto da tempo un aggiornamento per imporre la sospensione dall’Albo a tutti gli avvocati che si accingono a prendere cariche di governo, anche nei Comuni fino a 300mila abitanti». Marco Bellinazzo